Potrebbe esserci una faida tra gang rivali sudamericane all'origine dell'accoltellamento di ieri sera su un autobus a Milano. A rimanere gravemente ferito dalle numerose coltellate inferte da un gruppo di almeno 7-8 persone è stato un ragazzo di 23 anni originario di El Salvador, adesso ricoverato in condizioni gravi, ma fortunatamente non in pericolo di vita, all'ospedale San Raffaele. La vittima dell'aggressione, stando a quanto riferito dagli investigatori della squadra mobile della polizia di Stato, sarebbe legato a un gruppo di latinos. Dovrà però essere lui a raccontare qualcosa in più, non appena gli sarà possibile: ai primi soccorritori aveva infatti detto di non conoscere i suoi aggressori, e non avrebbe inoltre precedenti legati alle pandillas, le violente gang sudamericane attive anche a Milano che finirono sotto i riflettori in occasione dell'aggressione con un machete a un capotreno di Trenord nel giugno del 2015.

Il giovane sarebbe stato seguito e colpito di proposito: forse un raid punitivo

Per la polizia, tuttavia, chi ha aggredito il 23enne lo ha fatto di proposito. I suoi aggressori, che sarebbero tutti a loro volta sudamericani, lo avrebbero seguito fin sull'autobus, colpendolo poi mentre il mezzo pubblico si trovava tra via Bassini e via Valvassori Peroni e quindi fuggendo, facendo perdere le proprie tracce e lasciandolo in una pozza di sangue. Si ipotizza che possa essersi trattato di una spedizione punitiva da parte di una gang rivale di quella a cui è legato il 23enne, nell'ambito di una "guerra" tra bande attive nella zona in cui è avvenuta l'aggressione, la periferia Est di Milano. Prosegue, intanto, l'attività di indagine della polizia per cercare di individuare i responsabili dell'accoltellamento e assicurarli alla giustizia.