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Milano, flash mob contro il decreto Salvini. Rizzo: “Non disobbedire, ma difendere la Costituzione”

Manifestazione davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, per chiedere al sindaco Beppe Sala di sospendere il Decreto Salvini. Centinaia le persone in piazza della Scala, tra queste anche il consigliere Basilio Rizzo, capogruppo di Milano in Comune: “Non dico che bisogna disattendere una legge, dico che bisogna difendere una legge che è la legge prima del nostro Paese che è la Costituzione. Mi auguro che il sindaco faccia questo”.
A cura di Francesco Loiacono
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La manifestazione contro il Decreto Salvini a Milano (LaPresse)
La manifestazione contro il Decreto Salvini a Milano (LaPresse)

È iniziata alle 18 la manifestazione davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, per chiedere al sindaco Beppe Sala di sospendere il Decreto sicurezza voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. A organizzare quella che è stata definita una "pentolata" è stata la Rete No Cpr, associazione che aveva organizzato lo scorso 1 dicembre un corteo, molto partecipato, contro la chiusura del centro di accoglienza di via Corelli e la sua trasformazione in Centro di permanenza per il rimpatrio (cosa poi avvenuta). Centinaia le persone che si sono ritrovate in piazza della Scala e sono poi entrate a Palazzo Marino per consegnare al sindaco Sala un documento in otto punti che il sindaco potrà attuare, se lo vorrà, per sospendere il Decreto Salvini. Tra queste anche il consigliere comunale Basilio Rizzo, capogruppo di Milano in Comune a Palazzo Marino.

Rizzo: Laddove c'è conflitto tra la Costituzione e le leggi si difende la prima

L'ex presidente del Consiglio comunale ha spiegato a Fanpage.it le ragioni della sua presenza alla manifestazione: "Non dico che bisogna disattendere una legge, dico che bisogna difendere una legge che è la legge prima del nostro Paese che è la Costituzione. Mi auguro che il sindaco faccia questo, al di là della Costituzione è un fatto di umanità", ha detto Rizzo. Per il consigliere comunale le prese di posizione di quei sindaci che, come Leoluca Orlando o Luigi De Magistris, hanno dichiarato di non voler applicare il Decreto sicurezza (in quei punti che impediscono l'iscrizione all'anagrafe dei migranti alla scadenza del permesso di soggiorno per motivi umanitari) non richiamano "alla disobbedienza, ma all'obbedienza della legge prima del nostro Paese che è la Costituzione. E quindi – ha aggiunto Rizzo – laddove c'è conflitto tra la Costituzione e dei provvedimenti si sta dalla parte della Costituzione e quindi dei diritti inviolabili dell'uomo".

Finora la posizione di Sala sul Decreto Salvini non è stata così netta come quella dei suoi colleghi di Palermo o Napoli: "Salvini ci ripensi", aveva detto il primo cittadino negli scorsi giorni, mentre oggi in un'intervista al mensile Domus ha affermato: "Senza immigrati Milano si ferma". C'è però chi vuole di più dal sindaco: "Vorremmo che anche il Sindaco di Milano alzasse una voce di disobbedienza a una legge ingiusta, andando oltre la retorica della presunta insicurezza che genererebbe", hanno spiegato dalla Rete No Cpr. Una posizione evidentemente condivisa anche da Rizzo (che non fa parte della maggioranza) e da alcuni consiglieri di maggioranza più "a sinistra". Un tema, quello dei diritti dei migranti e dell'opposizione al Decreto Salvini, su cui si potrebbero saldare nuove alleanze politiche: "Io spero che si costruisca un'unità che allarghi la maggioranza a forze di sinistra e anche a forze ‘di sensibilità' proprie della città di Milano, che è sensibile a questi temi e che credo non accetti di avere un atteggiamento di rifiuto e disumanità", ha affermato Rizzo.

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