Sarà una consulenza cinematica, disposta dalla procura di Milano, a chiarire la dinamica dell'incidente stradale che, lo scorso 22 novembre, vide coinvolto il cantante Michele Bravi. Nell'incidente perse la vita una donna di 58 anni, Rosaria Ida Colia. La vittima era alla guida di una moto Kawasaki che finì contro la portiera dell'auto guidata da Bravi, una vettura del car sharing Drive Now. A causare l'incidente mortale, secondo i primi accertamenti, fu un'inversione di marcia vietata effettuata dallo stesso Bravi in via Chinotto. La motociclista non riuscì a frenare in tempo e morì poco dopo l'impatto all'ospedale San Carlo di Milano, dove era stata trasportata d'urgenza. A chiamare i soccorsi era stato lo stesso Bravi, che non era sotto l'effetto né di alcol né di droga al momento dell'incidente.

I risultati della consulenza saranno disponibili ai primi di aprile

Era poi stato l'avvocato del cantante, Manuel Gabrielli, a comunicare che il suo assistito era rimasto coinvolto nel sinistro. Il giovane cantante da allora ha deciso di chiudersi nel silenzio dopo aver espresso profondo dolore per quanto accaduto e ha annullato tutti i suoi impegni, tra concerti e interviste. Bravi è indagato per omicidio stradale: proprio nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Alessandra Cerreti, è stato disposto di incaricare un ingegnere, col compito di ricostruire quanto avvenuto la sera del 22 novembre. Il perito avrà 60 giorni per ultimare i suoi accertamenti: i risultati della consulenza dovrebbero essere depositati in procura entri i primi d'aprile. Solo in seguito si chiuderanno le indagini. Se Bravi dovesse finire a processo potrebbe rischiare una condanna dai due ai sette anni.