La badante condannata mentre imbavagliava uno dei due anziani
in foto: La badante condannata mentre imbavagliava uno dei due anziani

Una badante di 52 anni è stata condannata a tre anni di reclusione per maltrattamenti e sequestro di persona. La sentenza del giudice per l'udienza preliminare di Milano Manuela Cannavale mette fine a una vicenda che era emersa nel novembre dello scorso anno, quando la donna, originaria dell'Ecuador, era stata arrestata dalla polizia per maltrattamenti su due anziani entrambi ultraottantenni. Le indagini della polizia avevano documentato, anche tramite telecamere nascoste, i soprusi e le violenze compiute dalla 52enne nei confronti dei due anziani, entrambi malati e affetti da demenza senile. I due venivano ripetutamente picchiati con schiaffi e pugni, ricevevano spintoni e venivano imbavagliati per non gridare. Erano state proprio alcune urla provenienti dall'appartamento che avevano fatto insospettire i vicini di casa, dando avvio alle indagini. Grazie e microfoni e telecamere nascoste installate dalla polizia nell'abitazione era stato possibile incastrare la badante violenta.

La badante aveva dei precedenti, ma era inserita nel database del Comune

Adesso per la 52enne è arrivata la sentenza di primo grado. Emerge però un particolare piuttosto inquietante, riferito da Luigi Ferrarella sul "Corriere della sera": e cioè che la donna era stata assunta grazie al servizio "CuraMi" del Comune di Milano, un database sul quale si trovano diverse figure professionali che i cittadini possono contattare per assistere i propri famigliari. La badante insomma era in un certo senso "accreditata" da Palazzo Marino, e questo nonostante avesse alle spalle un precedente per furto commesso in una casa in cui lavorava e fosse stata licenziata dal figlio di un'altra signora che accudiva in qualità di badante. Una carriera insomma non proprio irreprensibile che però non le ha impedito di venire assunta dall'amministratrice di sostegno dei due anziani.