Gli alberi tagliati e la polizia a presidio
in foto: Gli alberi tagliati e la polizia a presidio

Dopo le polemiche, le false partenze, i richiami, e i tentati sabotaggi (civili), sono ufficialmente iniziati i lavori per il Campus Bassini, nella via omonima di Milano, nuovo polo di chimica del Politecnico, che sorgerà all'interno di un'area ora occupata da un parco. Ed è proprio il taglio degli alberi della zona che aveva fatto infuriare parte delle opposizioni, studenti e docenti del Politecnico stesso, e residenti della zona. L'iter per arrivare al via ai lavori è stato lungo e abbastanza travagliato, dacché le polemiche hanno tentato di bloccare subito il progetto con manifestazioni organizzate in difesa del verde pubblico che hanno indotto il Comune a fermare temporaneamente il taglio degli alberi convocando il rettore del Politecnico a Palazzo Marino.

Una docente del Poli: "Il rettore non ha mantenuto le promesse"

Per "proteggere" i lavori, e far sì che le seghe elettriche svolgano le operazioni, sono state spiegate "a difesa" del cantiere le forze dell'ordine, composte da carabinieri e polizia. L'avvio ai lavori è stato fissato per le 7 di stamattina, giovedì 2 gennaio, quando gli operai sono entrati nell'area scortati dagli agenti in assetto antisommossa, mentre via Bassini veniva chiusa al traffico dalla polizia locale. Inevitabile, poi, il raduno all'esterno del cantiere di qualche manifestante che ha deciso di ribadire a gran forza l'operazione. Altri contrari, invece, hanno usato Facebook per ribadire il proprio disappunto. Il gruppo "Salviamo il parco del Campus Bassini del Politecnico di Milano", capitanato dal docente dell'università Arianna Arzellino, ha pubblicato un messaggio in cui rivela che "dal cantiere fanno sapere che gli ordini sono di spostare una ventina di alberi e di abbattere tutti gli altri". Ciò cozzerebbe con quanto promesso inizialmente dal rettore del Politecnico, il professore Ferruccio Resta, quando era stato convocato a Palazzo Marino. In quell'occasione, stando a quanto riportato dalla Arzellino, Resta avrebbe assicurato che tutti e 57 gli alberi dell'area sarebbero stati salvati e spostati altrove.

Monguzzi, cofondatore di Legambiente: "Il Politecnico si vergogni"

Intanto, i presenti all'esterno del cantiere hanno affisso diversi volantini per sensibilizzare ulteriormente i cittadini su quanto sta accadendo: "Oggi c'è uno spazio dove tutti noi ci fermiamo a studiare, a pranza e a giocare all'aria aperta – si legge -. Ci sarà invece un nuovo edificio di cinque piani che occuperà tutta l'area del parco senza più spazi comuni disponibile". Online, poi, c'è chi commenta il taglio degli alberi rifacendosi alla festa di Capodanno appena conclusa, ribattezzata "Capodanno For Future", per la sua vena green: "Guardate come si condanna a morte un parco e decine di piante nella città del Capodanno For Future", scrivono gli attivisti di Fridays for future, il movimento ambientalista nato grazie a Greta Thunberg. "È uno scempio che ricade su tutti noi. A permetterlo sono il Comune di Milano e il rettore del Politecnico di Milano, Resta. Che non hanno nemmeno il coraggio di venire a guardare. Vergogna", hanno chiosato su Facebook. Anche alcuni esponenti politici hanno ribadito la loro posizione di condanna all'edificazione del Campus, come Carlo Monguzzi – tra i fondatori di Legambiente e consigliere Pd – che sul social network fondato da Zuckerberg ha detto: "È una vergogna per il Politecnico e il suo sviluppo sostenibile ma soprattutto per la città tutta".