Dopo il frettoloso ritiro dei monopattini elettrici dalle strade di Milano, l'assessore alla Mobilità Marco Granelli ha reso noto che entro settembre sarà pubblicato l'avviso pubblico per le società interessate a offrire in condivisione monopattini elettrici e altri mezzi che rientrano nella cosiddetta "micromobilità", ossia segway, hoverboard, skateboard e monoruote. Diverse società avevano iniziato a offrire questi servizi nel capoluogo lombardo già da ottobre del 2018, quando però non c'era ancora né una normativa nazionale di riferimento, né la delibera di Palazzo Marino per recepire le norme nazionali e declinarle sul territorio comunale. A giugno il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli aveva firmato il primo decreto sulla micromobilità elettrica, mentre il 26 luglio è arrivata la delibera comunale: la circolazione è consentita nelle aree pedonali, nei percorsi ciclo pedonali e nelle zone con limite di velocità a 30 chilometri orari. I Comuni possono da allora sperimentare l'utilizzo di questi mezzi, adeguandosi però prima alla normativa nazionale. Milano ha iniziato la sperimentazione, limitandola però al momento ai mezzi dei privati cittadini e alle aree pedonali. Per quanto riguarda invece i servizi di sharing, a Ferragosto Palazzo Marino aveva inviato una lettera di diffida alle società invitandole a ritirare dalle strade i loro mezzi, proprio per la necessità di adeguarli alle normative in maniera da garantire l'adeguata sicurezza per chi li noleggia e anche per tutti gli altri cittadini.

Quali sono i requisiti minimi da rispettare per le società di sharing

Oggi l'assessore Granelli ha reso noti i requisiti minimi che dovranno essere rispettati per partecipare all'avviso pubblico: marcatura Ce (di conformità alle leggi dell'Unione europea) per i mezzi, apparecchiature sonore, luci e limitatori di velocità (i mezzi non possono superare i sei chilometri orari nelle aree pedonali e i 20 chilometri orari su piste ciclabili, percorsi ciclabili e ciclopedonali e Zone 30), flotte con numero minimo e massimo, fino al raggiungimento di un tetto di dispositivi in città. E ancora: servirà una cauzione per ciascun mezzo (fideiussione bancaria o assicurativa di durata equivalente al periodo di servizio), come garanzia in caso di intervento del Comune di Milano per la rimozione durante o al termine del servizio e il pagamento annuo di un contributo al Comune di Milano a copertura dell’occupazione del suolo pubblico. Inoltre il servizio dovrà essere attivo 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 su tutto il territorio, i mezzi in circolazione dovranno essere assicurati e le aziende iscritte al registro delle imprese, in regola con tutti gli adempimenti necessari per esercitare l'attività e senza contenziosi aperti con l’amministrazione. Le aziende di sharing dovranno inoltre realizzare delle adeguate campagne informative agli utenti sulla sicurezza stradale e sulle regole per l’utilizzo e per la sosta dei mezzi.

Ho chiesto la collaborazione di tutti per far sì che la condivisione possa diffondersi in città in modo sicuro, ordinato e realmente utile – ha affermato l'assessore Granelli – La micromobilità elettrica è un'opportunità importante, complementare e sinergica al trasporto pubblico locale e alle altre forme di mobilità sostenibile, siano esse in sharing o private. La sfida al traffico, all’inquinamento atmosferico e alle emissioni climalteranti deve essere affrontata di pari passo con la fondamentale attenzione per la sicurezza stradale e tutti devono essere consapevoli che questi mezzi non sono un giocattolo e l’utilizzo è subordinato a regole chiare e precise. L’obiettivo – ha concluso Granelli in una nota – è quello di giungere quanto prima al superamento della fase di sperimentazione, che per Decreto Ministeriale è fissata al 26 luglio 2020, nell’ottica di un inserimento dei mezzi di micromobilità elettrica nella legislazione nazionale e nel Codice della Strada, in linea con quanto richiesto da Anci nei mesi scorsi e con quanto legiferato a giugno in Germania e nelle prossime settimane anche in Francia".