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23 Gennaio 2020
12:56

Michele Bravi accusato di omicidio stradale: il cantante chiede di patteggiare 18 mesi

Nell’udienza preliminare di stamattina, giovedì 23 gennaio, per la vicenda che vede protagonista Michele Bravi, accusato di omicidio stradale, il legale del cantante ha chiesto di patteggiare 18 mesi. L’Incidente in questione risale al 22 novembre 2018 a Milano: la vettura guidata da Bravi durante una svolta a sinistra si scontrò con una moto, provocando la morte della donna che era in sella. Il suo avvocato Manuel Gabrielli dichiara a Fanpage.it: “Michele vuole chiudere il prima possibile questo capitolo”.
A cura di Filippo M. Capra
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Michele Bravi
Michele Bravi

È andata in scena questa mattina a Milano l'udienza preliminare del caso che vede protagonista il cantante Michele Bravi, accusato di omicidio stradale. Dopo il rinvio di dicembre, quando gli avvocati penalisti aderirono a uno sciopero che ne bloccò lo svolgimento, il caso è stato discusso oggi a porte chiuse al Palazzo di giustizia. Come Fanpage.it aveva raccontato in occasione della prima data fissata per l'udienza, anche oggi il cantante non si è presentato in aula, come anticipato dal suo legale, Manuel Gabrielli. Per l'ex vincitore di X-Factor il pubblico ministero Alessandra Cerreti aveva chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di omicidio stradale dopo l'incidente del novembre 2018 a Milano in cui perse la vita una donna.

Durante l'udienza, alla quale ha presenziato anche l'Associazione italiana famigliari e vittime della strada, che ha chiesto di essere parte civile, Michele Bravi – tramite il suo legale – ha chiesto di patteggiare una condanna a un anno e mezzo per l'incidente del 22 novembre 2018. Il giudice per l'udienza preliminare di Milano Aurelio Barezzetta ha fissato per l'11 marzo l'udienza durante la quale si pronuncerà sulla decisione. Fanpage.it ha contattato l'avvocato di Bravi, il dottor Manuel Gabrielli, per capire meglio l'evoluzione della situazione.

Avvocato, con il patteggiamento Michele Bravi ammette di essere colpevole?

No, perché il patteggiamento è la richiesta di applicazione della pena su concorde valutazione con il pubblico ministero, non un'ammissione di colpevolezza.

Perché avete optato per questa richiesta?

Ha deciso Michele per mere motivazioni personali, perché vuole chiudere questo capitolo il prima possibile, e non per questioni di assunzione della responsabilità o quant'altro. Io, al contrario, gli avevo rappresentato un abbreviato condizionato a una acquisizione di una serie di documentazioni, ma non ne ha voluto sapere.

Ci sono margini affinché il giudice accetti il patteggiamento?

Sì, perché è stata pattuita di comune accordo con il pm Alessandra Cerreti che è una delle massime esponenti della professione, oltre ad essere una persona seria.

Perché la decisione verrà dichiarata solo l'11 marzo?

Perché l'Associazione italiana famigliari e vittime della strada ha chiesto di costituirsi parte civile e il giudice ora dovrà decidere entro la prossima udienza se ammettere tale richiesta. Io e il pm però ci siamo opposti perché non ci sono i presupposti affinché la loro candidatura sia in qualche modo giustificata.

I parenti della vittima, al contrario, non hanno fatto tale richiesta.

No, perché hanno ricevuto già un rimborso danni dalle assicurazioni della compagnia dell'auto utilizzata da Michele quella sera. Michele non dovrà rimborsare ulteriormente i famigliari.

Ha avuto modo di sentirli?

Non io, ma Michele sì. Pochi mesi dopo l'incidente ha inviato una lettera di suo pugno ai fratelli e famiglia della signora deceduta. Quando succedono queste cose, sono in tanti a rimetterci. E lui patisce un dolore immenso, è distrutto da questo episodio così tragico.

L'incidente del 22 novembre 2018 in via Chinotto

L'incidente risale alla sera del 22 novembre 2018 in via Chinotto quando Bravi, a bordo di un'auto del car sharing insieme a un'amica, ha impattato contro la moto della donna durante una svolta a sinistra. Secondo una prima ricostruzione, il cantante, che aveva facoltà di procedere con la manovra in quanto in quel tratto di strada vi è la linea discontinua che divide in due la carreggiata, non si sarebbe accorto del sopraggiungere della moto, senza riuscire ad evitarla. La donna a bordo del Kawasaki, Rosaria Colia, di 58 anni, è stata sbalzata diversi metri più in là impattando il terreno e perdendo la vita. L'avvocato di Bravi ha sempre dichiarato che il suo assistito stesse procedendo in direzione di un passo carraio mentre l'accusa sostiene che fosse intento a fare un'inversione a U e non abbia guardato attentamente gli specchietti prima di iniziare la manovra. Di recente il cantante è tornato a parlare in tv, nel salotto televisivo di Verissimo, raccontando il suo ultimo anno tra le difficoltà di andare avanti e il supporto ricevuto: "Quando succede qualcosa di così traumatico non si può pensare di uscirne da soli. L’amore non basta. Serve un percorso terapeutico e farsi aiutare".

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