Buone notizie dall'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: il ragazzo di 14 anni che era ricoverato nel nosocomio per una meningite batterica è infatti ufficialmente fuori pericolo. Lo ha comunicato l'ospedale, che già domenica aveva fatto sapere che il 14enne non aveva riportato alcuna complicanza neurologica seria. Questa mattina il ragazzo, che risiede a Levate (nel Bergamasco) e frequenta l'istituto tecnico commerciale "Belotti", ha abbandonato il reparto di Terapia intensiva in cui era ricoverato dalla notte di venerdì. Resterà però ancora ricoverato per qualche giorno, prima di essere dimesso.

Tutti i compagni di scuola e di squadra erano stati sottoposti a profilassi.

Il ragazzino era arrivato in ospedale con i sintomi tipici della malattia: rigidità alla nuca, nausea e febbre alta. Per fortuna però i medici sono riusciti a curare con efficacia e tempismo la malattia, che in alcuni casi ha purtroppo un decorso fulmineo e letale. Non è ancora chiaro il ceppo del batterio che ha causato l'infezione delle meningi: le analisi sono state inviate a Milano e solo oggi in giornata si avrà una risposta. Nel frattempo, comunque, tutti i contatti stretti del 14enne, inclusi i compagni di classe e quelli della sua squadra di calcio, erano stati sottoposti a profilassi antibiotica, una procedura che nella maggior parte dei casi è solo precauzionale.

Meningite, i vaccini disponibili.

Contro la meningite batterica esistono vaccini efficaci che proteggono da alcuni ceppi, come il meningococco A, B, C, W135 e Y. Con l'avvicinarsi delle stagioni fredde i casi di meningite, che comunque restano sempre stabili nel corso degli anni, tendono ad essere più frequenti. Il motivo è che aumentano le occasioni in cui le persone più a rischio, come bambini e anziani, trascorrono del tempo in luoghi chiusi, a contatto con molta altra gente: il 30 per cento circa della popolazione è infatti portatore sano del meningococco, uno dei batteri che provocano la meningite. Riguardo alla malattia non c'è però alcun allarme, come si può leggere sul sito Epicentro gestito dall'Istituto superiore di sanità: "Dal punto di vista scientifico ed epidemiologico, la diffusione delle malattie invasive (meningiti e/o sepsi) è sovrapponibile a quella dell’anno precedente. Il patogeno più pericoloso, il meningococco, continua a essere responsabile, in Italia, di circa 200 casi l’anno, mentre le forme invasive prevenibili con vaccinazioni dello pneumococco sono in diminuzione".