Emergono nuovi elementi sull'omicidio di Manuela Bailo, sparita nel nulla lo scorso 29 luglio e cercata disperatamente da forze dell'ordine e familiari, fino alla confessione dell'ex amante Francesco Pasini, che ha indicato la cascina in provincia di Cremona dove era seppellito il corpo ma continua a raccontare che Manuela è morta per una caduta accidentale durante un litigio, di essere andato nel panico e di aver deciso di disfarsi del corpo mettendo in scena il viaggio della donna in una casa di famiglia inviando diversi messaggi ai familiari dal suo telefonico. Oggi il gip del tribunale di Brescia ha confermato per l'uomo la custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio volontario.

Come già emerso ieri dai risultati dell'autopsia però la frattura al capo, effettivamente riscontrata, non sarebbe sufficiente da sola a giustificare il decesso. Era emersa l'ipotesi del soffocamento, ma oggi dalla procura arrivano notizie più complete che non lascerebbero dubbi sulla responsabilità del sindacalista e collega della vittima: "La morte di Manuela è avvenuta attraverso un'arma da taglio che ha comportato la recisione della carotide. La ferita alla testa non è stata determinante per la morte". A parlare è il procuratore capo Tommaso Buonanno, che non crede all'ipotesi dell'incidente, e sottolinea la lucidità di Pasini: "L'uomo si è preso tutto il tempo per impacchettare il corpo della ragazza e trasportarla nel Cremonese dove già aveva individuato il luogo dove occultare il cadavere. Una lucidità mentale in netto contrasto con l'ipotesi dell'incidente".

Rimangono così ancora da chiarire con precisione il movente e la dinamica di quanto accaduto. Secondo quanto detto da Pasini la sua relazione con Manuela era ormai terminata e stava tentando di rimettere insieme la sua vita con la moglie. Quel che è certo però è che i due si danno appuntamento, prima per un aperitivo a Iseo, poi si spostano in casa della madre di lui a Ospitaletto qui nasce una lite che, secondo quanto raccontato dall'uomo, sarebbe partita da un tatuaggio che si era fatto da poco con le iniziali dei figli.