Il sindaco di Milano Beppe Sala torna ad attaccare il governo sulla manovra economica. Lasciando il direttivo dell'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) che era in programma oggi, il primo cittadino milanese si è intrattenuto con i cronisti dicendosi "terrorizzato per quello che dovremo fare sul bilancio". Sala ha quindi aggiunto che vede "a rischio" la qualità dei servizi che il Comune potrà erogare ai cittadini. Dal canto suo il sindaco ha rassicurato i cittadini dicendo che non ci sarà un aumento delle tasse: inevitabilmente però "con le misure contenute nella manovra i milanesi dovranno aspettarsi un decadimento dei servizi". Si prospettano dunque tempi bui per Milano e anche per le altre grandi città, che secondo Sala sono quelle che subiranno maggiormente gli effetti economici della Legge di bilancio approvata (tra mille polemiche) dal governo giallo-verde alla fine dello scorso anno. Secondo Sala anche l'introduzione della cosiddetta quota 100 (norma che consente di andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi, con le sue varie possibilità), avrà pesanti ricadute sulle amministrazioni cittadine: a fronte di "centinaia di uscite tra i dipendenti pubblici" secondo il sindaco di Milano non ci sarà il ricambio auspicato dal governo, ma semplicemente ci saranno meno servizi per i cittadini.

Prima di Natale il botta e risposta con Salvini

Non è la prima volta che Sala si scaglia contro la manovra economica del governo di Giuseppe Conte. Poco prima di Natale con un post sul proprio profilo Facebook l'aveva definita una "manovra che mette in ginocchio i Comuni", a suo dire i maggiori finanziatori delle misure proposte dall'esecutivo: "Ci portano via risorse nostre dal contributo Imu Tasi, ci obbligano ad un forte innalzamento degli accantonamenti al fondo crediti e azzerano i trasferimenti previsti dal DL. 66/2014 – aveva scritto Sala – Quanti Comuni italiani non riusciranno a chiudere il bilancio preventivo 2019? Quanti saranno costretti a tagliare i servizi ai cittadini o a non coprire con nuove assunzioni le uscite per la ‘quota 100', con evidenti effetti sulla qualità dei servizi?". Le sue parole avevano innescato un botta e risposta con il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini che aveva detto: "Sala non ha letto la manovra, ci sono più soldi per i Comuni". Ma evidentemente il giudizio, negativo, del sindaco di Milano non è cambiato.