Veronica Cadei
in foto: Veronica Cadei

Emergono nuovi retroscena nella vicenda relativa alla tragica morte di Veronica Cadei, la studentessa universitaria di 19 anni prematuramente scomparsa a Brescia a causa di una meningite fulminante, che ha portato tutti coloro che avevano avuto contatti con lei a fare la profilassi. Sul "Corriere della sera" è apparso il racconto di Federico Lancini, l'amico che ha portato Veronica in ospedale: "Stavamo facendo le esercitazioni di Analisi, aveva la febbre, ma all’inizio non mi sono preoccupato. Poi le ho detto: ‘Ti accompagno a casa', ma quando eravamo in macchina era come se si addormentasse e allora siamo andati al Civile".

Gli sviluppi in ospedale e l'ultimo sms della ragazza

Una volta arrivati all'ospedale di Brescia, Federico racconta di aver detto all'infermiera che Veronica "sentiva dolore al collo e lungo la schiena. L’ho lasciata per andare a parcheggiare e quando sono tornato l’avevano fatta entrare. Non l’ho più vista". Il ragazzo, purtroppo, non sapeva che di lì a non molto Veronica sarebbe morta. L'ultimo contatto con l'amica risale a qualche ora dopo il ricovero: "Mi ha scritto la sera un messaggio per ringraziarmi e dirmi che l’avevano trattenuta per degli esami. Io le ho chiesto di farmi sapere. Non c’è stata più una risposta. Mi sconvolge l’immediatezza di questa cosa. La mattina prima stava bene e la mattina dopo era morta. Sarà difficile andare avanti senza di lei". Domani è in programma l'autopsia sulla salma della studentessa 19enne: servirà a capire se vi siano state negligenze da parte dei medici che l'hanno presa in cura al pronto soccorso e negli altri ospedali del Civile di Brescia. Per la morte di Veronica risultano indagati per omicidio colposo sette dei medici che l'hanno presa in cura.