Era stato annunciato come l'ospedale del "miracolo lombardo", realizzato dal nulla in sei giorni per fare ancora meglio dei cinesi a Wuhan. Una grande struttura, un hub della rianimazione con 500 letti (poi ridotti alla metà), un punto di riferimento per la cura dei pazienti Covid-19 nel nord Italia, finanziato con 21 milioni di euro da donazioni private e dato in gestione al Policlinico di Milano. Ma nel primo giorno di apertura dell'atteso ospedale alla Fiera di Milano i numeri lasciano sconcertati: solo due pazienti sono stati trasportati da altre strutture nel milanese. Altri arriveranno nei prossimi giorni.

Padiglione alla Fiera di Milano: nel primo giorno arrivano soltanto due pazienti

A quasi un mese dagli annunci dell'assessore regionale Giulio Gallera che prometteva di realizzarlo "in sei giorni", una settimana dopo l'affollata conferenza stampa in cui il padiglione è stato presentato in pompa magna e con numeri di tutto rispetto (200 posti di terapia intensiva e medici anestesisti, circa 500 infermieri), sono arrivati in primi pazienti trasportati di altri ospedali. Ma i conti non tornano. Si era già capito che la partenza sarebbe stata in sordina rispetto ai roboanti annunci. L'assessore Gallera il  31 marzo dichiarava: "L'ospedale è pronto e lunedì dovrebbero aprire tra i 12 e i 24 posti". Molti meno quindi rispetto alle cifre annunciate. Ma alla prova dei fatti l'avvio è stato ancora più ridotto. Nella prima giornata sono soltanto due i pazienti ricoverati con Covid-19 inviati da altre strutture lombarde.

Policlinico: Numero limitato di ricoverati per garantire la massima sicurezza

Lo ha annunciato il Policlinico di Milano in una nota, spiegando che "i primi due sono un uomo di 72 anni e di una donna di 63 anni, entrambi provenienti da strutture del Milanese. Era previsto l'invio di un terzo paziente, proveniente dalla Bergamasca, ma nel primo pomeriggio si è preferito rimandare il trasporto per un aggravio delle sue condizioni". L'arrivo di un numero così ridotto di pazienti dopo gli annunci e i milioni spesi può lasciare interdetti. L'ospedale motiva la decisione con la necessità di effettuare il necessario rodaggio. "Come avviene sempre quando si attiva un nuovo ospedale, si è scelto di seguire un percorso prudenziale e di partire con un numero limitato di ricoverati, per poter garantire la massima sicurezza ad ogni paziente. Ma già nelle prossime ore si organizzeranno ulteriori ricoveri in base alle richieste del territorio, gestite dall'Unità di Crisi regionale – spiega l'ospedale -. Il ricovero dei pazienti nel Padiglione in Fiera permetterà tra le altre cose di alleggerire la pressione sui reparti degli ospedali lombardi, soprattutto quelli delle zone più coinvolte dalla pandemia di Covid-19″.

Attivi due medici e sei infermieri per turno

Nella prima fase saranno attivi nel Padiglione in Fiera per ciascun turno di assistenza 2 medici anestesisti, 6 infermieri, 2 tecnici di radiologia medica e 2 operatori sociosanitari, oltre al personale di supporto. "Le persone che si alterneranno nell'arco delle 24 ore saranno circa una cinquantina. All'aumentare del numero di ricoverati aumenterà di pari passo il personale dedicato, già tutto individuato e disponibile".