16 Dicembre 2019
21:14

L’omicidio di Daniela Roveri resta senza colpevoli: archiviata l’inchiesta sul killer della manager

L’inchiesta sull’omicidio della manager Daniela Roveri è stata chiusa senza colpevoli. La 48enne è stata sgozzata nell’androne del suo palazzo il 20 dicembre 2016 a Colognola, alla periferia di Bergamo. Dopo tre anni di indagini senza risultati, il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto l’archiviazione del fascicolo.
A cura di Simone Gorla

Non ha un colpevole l'omicidio di Daniela Roveri, la manager di 48 anni uccisa il 20 dicembre 2016 a Colognola, alla periferia di Bergamo. L'inchiesta sul delitto è stata archiviata oggi senza che il killer sia mai stato individuato.

Omicidio di Daniela Roveri: inchiesta archiviata senza colpevoli

Daniela Roveri era stata ammazzata a coltellate nell'androne del suo palazzo di via Keplero. In tre anni di indagini sono state sentite centinaia di persone e seguite varie piste, ma nessuno è mai stato indagato e il caso non ha trovato una soluzione.

Tre anni di indagini senza risultati

Al centro dei sospetti era finito un 49enne con la vittima aveva da tempo una relazione, nonostante fosse fidanzato. L'uomo però aveva un alibi e ciò esclude che sia stata la sua mano a colpire Daniela davanti all'ascensore di casa. Nonostante i dubbi sull'ambigua frequentazione (l'uomo aveva relazioni con altre signore e da loro riceveva ‘compensi' per la sua compagnia) non è mai stato dimostrato che la storia passionale abbia a che fare con la tragica morte della dirigente bergamasca.

False piste e vicoli ciechi

La svolta sembrava arrivata con il ritrovamento di  due tracce di Dna di un uomo, rilevato su una guancia e su un dito della Roveri, che sembravano appartenere all'assassino. Anche questa pista si è poi rivelata un vicolo cieco. Le indagini si erano concentrate anche sui conti correnti della vittima. La 48enne si poteva permettere un tenore di vita piuttosto elevato e spendeva liberamente dalle sue carte di credito. Ma negli ultimi due anni prima della morte aveva prelevato molto denaro in contanti, quantificati in circa 20mila euro. Non è mai stato chiarito fino in fondo dove siano finiti quei soldi. Resta un mistero anche il movente e l'arma usata per il delitto, probabilmente un coltello, mai ritrovata, cosi' come la borsetta con l'iPhone della manager.

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