Il rogo di via Chiasserini a Milano, nell’ottobre 2018
in foto: Il rogo di via Chiasserini a Milano, nell’ottobre 2018

Il fenomeno degli incendi negli impianti di stoccaggio e trattamento di rifiuti sta assumendo in Lombardia una dimensione sempre più inquietante. Lo ha confermato la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella regione. Dall’estate del 2015 alla primavera del 2017 sono stati nove gli incendi fotocopia a impianti di trattamento dei rifiuti nella sola provincia di Milano, a Bruzzano, a Cinisello Balsamo, a Senago, a Novate Milanese, a Cornaredo, senza contare l’escalation di fuochi nelle provincie di Pavia e Brescia. Considerando l’intera regione il conto sale a 30 incendi in impianti di stoccaggio in due anni.

La visita della commissione in tre siti colpiti da incendi

L'8 luglio la delegazione della Commissione, guidata dal presidente Stefano Vignaroli, ha fatto sopralluoghi in tre siti interessati recentemente da incendi: la discarica di Mariano Comense, la piattaforma Rieco di Novate Milanese e l’impianto Ipb di Milano. Questa mattina – mentre un altro capannone di rifiuti bruciava a Settimo Milanese – si sono svolte le audizioni presso la prefettura di Milano, sul tema degli incendi e della contaminazione da Pfas. Sono stati sentiti il prefetto di Pavia Silvana Tizzano, il comandante del Noe di Milano, Massimiliano Corsano, e le rappresentanti di Arpa Lombardia.

Il comandante del Noe: Illegalità nel settore rifiuti cresce in modo evidente

Il comandante del Noe, Massimiliano Corsano, ha spiegato che "l'illegalità nel settore rifiuti stia crescendo in maniera evidente". Essendo infatti aumentati i costi di smaltimento dei rifiuti, passando da 80 a 250 euro a tonnellata," oggi la pratica più diffusa per conseguire un guadagno illecito consiste nell'evitare del tutto i processi di smaltimento. Di conseguenza i rifiuti vengono stoccati nei capannoni oppure, più raramente, incendiati. Il fuoco, infatti, alza troppo l’attenzione, mentre lo stoccaggio nei capannoni permette poi di abbandonare il sito, con minori rischi per le aziende che operano i traffici", ha aggiunto.

Il "Nucleo ambiente" nel suo periodo di operatività ha controllato 50 impianti riscontrando 39 irregolarità di vario tipo, da cui è poi scaturito per dieci siti il sequestro, disposto dall'Autorità giudiziaria. I controlli effettuati riguardano principalmente lo stoccaggio dei rifiuti e i sistemi antincendio. Le rappresentanti di Arpa Lombardia hanno riferito in merito all'attività dell'agenzia, sia sul fronte degli incendi, sia su quello della contaminazione da Pfas. Gli incendi nel settore rifiuti sono stati 11 nel 2015 (totale incendi 56), 8 nel 2016 (totale 42), 21 nel 2017 (totale 61), 22 nel 2018 (totale 63) e 7 dall’inizio del 2019 (totale 38). Per quanto riguarda i Pfas, macrofamiglia di sostanze chimiche che comprende oltre 4mila sostanze, Arpa Lombardia conduce attività di monitoraggio dal 2017. Su 12 composti monitorati nelle acque superficiali, secondo i dati riferiti, superamenti significativi della soglia di qualità ambientale-media annua sono stati rilevati nel 2018 per i Pfos (una tipologia di Pfas), in 46 su 57 stazioni di monitoraggio.

Incendi in Lombardia, Vignaroli: "Fenomeno va monitorato con attenzione"

"I traffici illeciti di rifiuti sono un fenomeno mutevole, che va monitorato con molta attenzione. In pochi anni infatti le condotte illecite in questo campo sono molto cambiate, di pari passo con le nuove dinamiche di mercato: alla pratica ormai storica del girobolla si sono associati il fuoco e poi gli stoccaggi irregolari in capannoni abbandonati", ha spiegato il presidente della Commissione Stefano Vignaroli. "Uno dei punti fondamentali riguarda proprio la mancanza di sbocchi commerciali per questi rifiuti. Penso per esempio alle plastiche miste, che potrebbero diventare nuove risorse se il loro riciclo fosse incoraggiato e venisse promossa la domanda sul mercato. La nostra indagine adesso prosegue con approfondimenti anche in Veneto".

In parallelo alla visita della commissione parlamentare, nella giornata del 9 luglio si è svolta al Pirellone la discussione dell’indagine conoscitiva “stoccaggio e traffico di rifiuti in relazione all’aumento dei casi di incendio e con particolare attenzione alla presenza delle organizzazioni criminali nel ciclo dei rifiuti”, effettuata dalla Commissione speciale Antimafia, Anticorruzione, Trasparenza e Legalità del Consiglio regionale della Lombardia, presieduta da Monica Forte. 

Forte: Mafia radicata in ogni provincia lombarda

"Il territorio lombardo soffre di radicamenti mafiosi in ogni provincia e che esistono attività lecite infiltrate dalla criminalità organizzata. Abbiamo cercato di capire come le due cose si incrociassero, in relazione all’interesse forte di certi sodalizi malavitosi nei confronti della filiera della gestione dei rifiuti", ha spiegato la presidente della Commissione regionale antimafia. "Ne è un esempio – ha ricordato – l’indagine “Venenum” coordinata dalla Dda di Milano, che alla fine di febbraio 2019 ha condotto all’arresto di otto persone, e alla condanna di altre sette, con l’accusa di traffico organizzato di rifiuti. Le indagini hanno avuto origine dall'incendio verificatosi il 14 ottobre 2018 nel capannone dell’azienda di stoccaggio rifiuti I.P.B. Srl di via Chiasserini a Milano".