L'Università di Bergamo ha conferito il dottorato honoris causa a Liliana Segre, 89enne senatrice a vita della Repubblica italiana ed ex deportata nei campi di concentramento nazisti. Il Senato accademico aveva deliberato il conferimento nel corso di una riunione che si era tenuta lo scorso 23 settembre, ma l'ufficialità è arrivata solo dopo il via libera da parte del ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca Lorenzo Fioramonti, arrivato lo scorso 9 ottobre. La cerimonia di conferimento si svolgerà il prossimo 29 novembre in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico.

Chi è Liliana Segre, testimone della Shoah

Liliana Segre, lucida testimone degli orrori del nazismo, è nata a Milano nel 1930 e ha subito prima gli effetti delle vergognose leggi razziali fasciste e poi il dramma della deportazione ad Auschwitz-Birkenau, famigerato campo di sterminio dal quale fu l'unica della famiglia a tornare viva: il padre e i nonni vennero uccisi dai nazisti. Da allora ha portato la sua testimonianza, il suo dolore e il suo messaggio contro la barbarie in migliaia di scuole, parlando soprattutto ai ragazzi. Nel 2018 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'ha nominata senatrice a vita: il suo impegno più recente in Senato è quello per l'istituzione di una Commissione contro l'odio online, di cui lei stessa è vittima.

Conferito il dottorato in Studi umanistici transculturali

A Liliana Segre è stato conferito il dottorato in Studi umanistici transculturali "per la sua elevatissima e nobilissima opera di testimonianza e per il suo meritorio lavoro nella promozione della conoscenza storica diffusa e radicata nelle coscienze di tutti". Il rettore dell'Università di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini ha spiegato che il conferimento del massimo titolo accademico alla senatrice Segre "è un ulteriore e sentito riconoscimento non solo per le testimonianze e pubblicazioni effettuate ma soprattutto per l’attività svolta nella promozione della consapevolezza in tema di tutela e riconoscimento dei diritti fondamentali e inalienabili degli individui. Oltre all’elevato valore storico-memorialistico – ha proseguito il rettore – assume anche una dimensione etica e educativa: il suo impegno negli incontri con le giovani generazioni si configura infatti come una vera e propria missione educativa, facendo capire quanto cruciale e indispensabile sia il consolidamento e il radicamento dei valori della dignità umana, dell’eguaglianza, del rispetto e della promozione dei diritti".