Il ragazzo che ha investito e ucciso la 19enne Chiara Papini aveva intenzione di suicidarsi. Lo rivela il quotidiano "Il Giorno", secondo cui il giovane avrebbe telefonato al padre dopo l'incidente, sconvolto, comunicandogli l'intenzione di farla finita gettandosi nel torrente Caldone. Proprio grazie a quella telefonata il genitore di Samuele M., 22 anni, è riuscito a chiamare la polizia e a far rintracciare e salvare dal gesto estremo il figlio.

L'incidente mortale nella serata di mercoledì a Lecco

Emergono dunque nuovi dettagli sul tragico incidente avvenuto mercoledì sera in via Papa Giovanni XXIII a Lecco, costato la vita a Chiara, travolta e uccisa dall'auto guidata da Samuele mentre stava attraversando sulle strisce. Secondo il padre del giovane conducente, su cui al momento pende una denuncia a piede libero con l'accusa di omicidio stradale, il figlio non sarebbe scappato dopo l'incidente. Si sarebbe invece fermato, assicurandosi che qualcuno chiamasse i soccorsi, e si sarebbe poi allontanato in preda al panico. Conosceva di vista la vittima e meno di due anni fa aveva perso in un incidente il suo migliore amico, Alex Crippa. Inoltre, secondo il genitore il figlio, trovato positivo all'alcol test, non si era messo al volante ubriaco, ma avrebbe bevuto solo dopo il tragico incidente proprio per trovare il coraggio di farla finita.

Lunedì i funerali di Chiara

Queste circostanze non farebbero secondo il padre di Samuele del figlio un "pirata della strada", anche se non cambiano nulla rispetto alla gravità di ciò che è accaduto: "Quello che ha commesso è inqualificabile, non ammette giustificazioni, mio figlio pagherà sino all’ultimo, ma non è un criminale", ha detto l'uomo secondo quanto riporta il "Giorno". Intanto, le indagini sull'accaduto procedono, coordinate dal sostituto procuratore Giulia Angeleri. La salma di Chiara è già stata restituita alla famiglia, in quanto non è stata reputata necessaria l'autopsia: i funerali si svolgeranno lunedì.