"Michele ci soffre tantissimo e sarà lui a decidere se adire a riti alternativi o affrontare il processo ordinario, con tutta la pressione mediatica a cui sarebbe sottoposto. È una valutazione personale e non legale". L'avvocato Manuel Gabrielli, difensore del cantante Michele Bravi nel procedimento che lo vede accusato di omicidio stradale, spiega così a Fanpage.it cosa può accadere dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura di Milano, che se accolta potrebbe portare l'artista alla sbarra. L'udienza preliminare davanti al gup Luigi Gargiulo si terrà il prossimo 5 dicembre.

Processo ordinario o rito alternativo: la scelta di Michele Bravi

Il cantante può decidere, in casi di rinvio a giudizio, di affrontare il processo ordinario e difendersi in aula. In questo modo avrebbe l'occasione di portare le prove a suo favore per dimostrare di non avere responsabilità nel tragico incidente del 22 novembre 2018 in cui ha perso la vita la 58enne Rosaria Ida Colia. In alternativa avrebbe la possibilità ricorrere a riti alternativi, come per esempio il patteggiamento, ed evitare così il trauma di un iter giudiziario sotto la luce dei riflettori. "È troppo presto per dirlo ora, con Michele ci vedremo a fine luglio per decidere insieme come affrontare il percorso", precisa l'avvocato Gabrielli. "Io ho una linea ben chiara in mente – prosegue -. Ci sono seri elementi per dimostrare la sua innocenza e in aula avrebbe tutte le possibilità di farlo. Però la decisione è sua. Michele è molto conosciuto e ovviamente un processo lo sottoporrebbe a ulteriori pressioni. Un conto è la valutazione legale, altra cosa è quella personale".

Scontro di perizie sulla dinamica dell'incidente

La pm milanese Alessandra Cerreti ha affidato a un perito una consulenza cinematica per ricostruire la dinamica dell'incidente. "Abbiamo nominato anche noi un nostro consulente, alla luce di quanto emerso in sede di indagine e in base alle informazioni in nostro possesso", spiega il legale. Nel corso dei mesi sono state riportate versioni discordanti di quanto accaduto quella sera. "In un primo momento era uscita sui giornali la notizia falsa che Michele stesse eseguendo un'inversione a U. Non è vero. Era a bordo di un'auto del car sharing, si era appena immesso nella corsia e stava effettuando una regolare svolta a sinistra".

Il legale del cantante: "Diversi elementi a suo favore"

La procura di Milano contesta al cantante 24enne di aver effettuato la manovra senza controllare se stesse arrivando qualcuno. Il difensore del cantante  precisa invece che "ci sono diversi elementi a favore. A partire dalla velocità della moto, che era molto oltre il limite consentito. Per noi questo è un aspetto significativo". Al momento dell'impatto, sottolinea il legale, "la svolta era già ben posta in essere e l'auto si trovava sulla linea di mezzeria, inoltre andava a circa dieci chilometri orari e quindi il suo movimento non poteva non essere visto". Spetterà ora al giudice per l'indagine preliminare decidere se mandare o meno Michele Bravi a processo.