Lala Kamara è stata strangolata. A confermare quelle che erano state le prime ipotesi investigative è stata l'autopsia sulla salma della ragazza. Lala, 26enne cresciuta in provincia di Brescia, è stata uccisa lo scorso 9 marzo nel suo appartamento a Denton, vicino Manchester, durante una rapina che sarebbe sfociata in tragedia. Per la sua morte era finito in carcere negli scorsi giorni un ragazzo di 21 anni, Mustapha Dia, unico accusato del delitto. Mustapha e Lala a quanto pare si conoscevano: il ragazzo in passato aveva anche abitato nell'appartamento in cui Lala è stata trovata senza vita da una sua amica.

Le autorità britanniche hanno contattato il padre di Lala

Il padre della ragazza, Alou Kamara, è stato contattato dalle autorità britanniche che gli hanno comunicato l'esito dell'autopsia. L'uomo abita con la moglie e i due fratelli di Lala a Ponte San Marco, una frazione del comune di Calcinato, nel Bresciano, dove la 26enne è cresciuta. La famiglia della ragazza è di origini senegalesi ma Lala era arrivata in Italia quando era ancora una bambina, a 4 anni. Gli studi a Desenzano del Garda e poi tre anni fa la decisione di trasferirsi in Inghilterra per cercare un lavoro, come tanti giovani: prima era stata a Londra, dove aveva lavorato come ragazza alla pari, poi si era trasferita vicino Manchester dove aveva iniziato seguire corsi per diventare infermiera. Aveva ottenuto un lavoro e avrebbe dovuto iniziare proprio il lunedì successivo alla sua tragica morte: "Era una ragazza solare, molto solare. Era una ragazza molto vivace, si metteva nei guai facilmente, portava un sorriso in tutti, la sentivamo spesso, non ci faceva mai preoccupare", ha ricordato ai microfoni di Fanpage.it il fratello della 26enne durante la cerimonia funebre che si è svolta lo scorso 17 marzo a Lonato del Garda per ricordare Lala.