9 Luglio 2020
17:12

Il fan che ha estorto migliaia di euro a Gianni Mura: “Fammi un bonifico o ucciderò te e tua moglie”

“O mi dai 5mila euro o verrò a Milano e farò fuori te e tua moglie”. Questo uno dei messaggi che il 47enne arrestato oggi dai carabinieri di Milano inviava a Gianni Mura, compianto giornalista scomparso a marzo, per convincerlo a inviargli denaro. L’estorsore, che inizialmente si era presentato come fan del giornalista, gli avrebbe estorto oltre 60mila euro nel corso degli ultimi 10 anni. La vicenda è emersa solo dopo la morte di Mura, a seguito della denuncia della moglie.
A cura di Francesco Loiacono

Emergono nuovi, inquietanti dettagli sulla vicenda che ha portato oggi all'arresto di Francesco G., 47enne che per anni ha estorto migliaia di euro a Gianni Mura, compianto giornalista morto lo scorso marzo. Nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Stefania Donadeo sono contenuti alcuni dei messaggi che l'uomo, che aveva conosciuto il giornalista una decina di anni fa affermando di essere suo lettore e fan, ha inviato nel corso degli anni a Gianni Mura per convincerlo, anche con minacce di morte, a inviargli del denaro. Soldi, molti soldi: oltre 60mila euro solo tra ottobre del 2018 e marzo di quest'anno, quando il giornalista e scrittore è morto a causa di un improvviso arresto cardiaco.

I messaggi con minacce di morte al giornalista e alla moglie

Il tono dei messaggi che per anni sono comparsi sul cellulare di Gianni Mura, senza che praticamente nessuno lo sapesse, è eloquente: "O mi dai 5mila euro o verrò a Milano e farò fuori te e tua moglie", era scritto ad esempio in uno di essi, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Agi. O ancora: "Forse ammazzerò solo tua moglie, così capirai che cos'è la sofferenza". Il 47enne arrestato, residente in Trentino, soffre di problemi psichici di cui probabilmente lui stesso era consapevole: "Sono un malato mentale. Divento la bestia che sono, ti ho solo chiesto un prestito da restituire tra febbraio e giugno, per vivere", aveva scritto in un messaggio. Chissà però che la presunta malattia psichica o la difficile storia famigliare che sosteneva di avere alle spalle fossero solo un pretesto per rendere più credibili le sue minacce e convincere il giornalista a pagare senza troppe remore: "Sappi che non ho paura della galera, delle denunce: mio padre ci ha bazzicato per 30 anni – gli aveva scritto il suo stalker ed estorsore -. Ha ammazzato tanti tanti trafficanti della camorra, io potrei diventare a brevissimo una feroce belva selvatica".

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