Idrissa Diakitè (Fanpage.it)
in foto: Idrissa Diakitè (Fanpage.it)

Si chiama Idrissa Diakitè ed è un richiedente asilo di 23 anni proveniente dal Mali. È lui che mercoledì a Cesate, in provincia di Milano, ha trovato per terra un portafogli contenente oltre 1300 euro in contanti e lo ha portato subito ai carabinieri per restituirlo al legittimo proprietario, un pensionato che proprio in quel momento stava denunciando la scomparsa del portamonete. Il titolare del portafogli ha ringraziato Idrissa ricompensandolo con 100 euro: il 23enne maliano è diventato l'eroe del giorno, celebrato dalle cronache e dai mezzi di informazione. Ma per lui si è trattatto di un gesto assolutamente normale, come ha spiegato a un giornalista di Fanpage che lo ha intervistato: "Sono gesti che tutte le persone dovrebbero fare. Da noi in Mali se trovi qualcosa che non ti appartiene la prima cosa che fai è riportarla al suo proprietario. E così ho pensato".

Da noi in Mali se trovi qualcosa che non ti appartiene si fa così

La storia di quanto avvenuto mercoledì è ormai nota: "La mattina ero andato al negozio per comprare il cibo, e tornando ho visto il portafogli – spiega Idrissa – L'ho preso e ho aspettato cinque minuti, ma non è arrivato nessuno. Sono andato a casa per fare la colazione, sono tornato dove avevo trovato il portafogli e ho aspettato ancora cinque minuti. Poi sono andato dai Carabinieri, dove fortunatamente ho incontrato il signore che aveva perso i soldi: era molto contento e mi ha ringraziato, anche perché i soldi erano tanti".

Idrissa è stato prigioniero in Libia: Lì c'è molta violenza

C'è un'altra storia, però, che vale la pena raccontare: è quella che spiega come Idrissa è arrivato nel nostro Paese. Una storia simile a quella di tante altre persone che, come lui, hanno deciso di lasciare il proprio Paese per cercare un futuro migliore, dovendo però passare da traversie di ogni tipo. Prima di riuscire a raggiungere l'Italia, Idrissa è infatti finito in una delle tante prigioni libiche, dove è stato picchiato e costretto ai lavori forzati. "In Libia c'è molta violenza, vendono le persone come merci", spiega il ragazzo maliano. Lui è stato costretto a lavorare per un trafficante libico che gli chiedeva soldi per farlo uscire di sera. Anche tramite il suo "capo" è riuscito a trovare un passaggio su un'imbarcazione per l'Italia assieme ad altre persone. Quando lui e gli altri sono arrivati sulla spiaggia però hanno visto che non si trattava di una nave, ma di un semplice gommone: "Mi sono rifiutato di salire – ha detto Idrissa – I libici allora mi hanno messo in ginocchio, mi hanno picchiato e mi hanno gettato a bordo. È così che sono arrivato da voi".