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Lombardia, 43 arresti tra politici e imprenditori
7 Maggio 2019
11:55

Gli arresti in Lombardia scuotono la Regione, Pd e M5S: Fontana riferisca in aula

Le opposizioni in Consiglio regionale della Lombardia chiedono al presidente Attilio Fontana di riferire in aula sull’inchiesta che ha portato agli arresti di 43 persone, tra cui il sottosegretario Fabio Altitonante e il candidato di Forza Italia per le europee Pietro Tatarella. Il governatore è “parte offesa”: avrebbe ricevuto pressioni per alcune nomine in Regione. I 5 Stelle con una mozione urgente hanno chiesto di revocare le deleghe ad Altitonante. Violi: “Avevo avvertito il governatore di tenere lontane certe persone”.
A cura di Simone Gorla
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Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, nell’aula del Pirellone
Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, nell’aula del Pirellone
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Lombardia, 43 arresti tra politici e imprenditori

Il caso degli arresti per associazione a delinquere di 43 politici e imprenditori, tra cui il sottosegretario regionale Fabio Altitonante e il consigliere comunale di Forza Italia Pietro Tatarella, arriva come un fulmine a ciel sereno nell'aula del consiglio regionale della Lombardia. "Da Formigoni, a Maroni per arrivare a Fontana la Lombardia del centrodestra e dei partiti è una tangente ambulante", attacca il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Pirellone, Andrea Fiasconaro. "Gli arresti in Forza Italia di oggi confermano, ancora una volta, che la Lega non è mai stata in grado di allontanare affaristi e corruttori dai soldi dei lombardi. I cittadini non meritano corruzione, mafia e tangenti. Fontana è responsabile diretto per aver scelto Altitonante nel ruolo di sottosegretario". Il M5S con una mozione urgente ha chiesto la revoca immediata degli incarichi all’esponente di Forza Italia e che il presidente "chiarisca in aula che cosa sta accadendo" perché "i lombardi vanno difesi e non derubati”. Per i pentastellati "questi sono gli alleati che Salvini ancora oggi accoglie a braccia aperte nelle sue liste. I lombardi non meritano altro fango sull’istituzione. È intollerabile – scrivono in un post su Facebook – che si vada avanti con accuse di corruzione e arresti, senza cambiare mai nulla". Anche il capogruppo del Pd in consiglio, Fabio Pizzul, intervenuto questa mattina, ha chiesto che il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, riferisca in aula sulla vicenda. Il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi ha risposto di avere già sentito Fontana, che è a Roma per le Olimpiadi, e si è detto sicuro che al più presto interverrà in aula.

La posizione del governatore Fontana

L'inchiesta della Dda di Milano e della guardia di finanza, che vede in tutto 95 persone indagate, tocca anche il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, come "parte offesa". L'ex sindaco di Varese, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe ricevuto pressioni da un esponente locale di Forza Italia , l’ex coordinatore provinciale varesino Gioacchino Caianiello, che gli chiedeva una nomina gradita nel "settore Formazione" della Regione in cambio di consulenze per l'avvocato socio di studio di Fontana. Il reato ipotizzato sarebbe quello di istigazione alla corruzione, di cui Fontana sarebbe vittima, perché avrebbe rifiutato l'offerta pur non avendo mai denunciato l'accaduto. Per Tatarella e Altitonante le accuse vanno dalla corruzione all'associazione a delinquere, nell'ambito di una indagine complessa che raggiunge anche politici locali e dirigenti di municipalizzate e comuni lombardi.

Pizzul (Pd): In Regione ancora uso sbagliato del potere

“La Regione Lombardia ancora una volta finisce al centro di uno scandalo, segno che chi la governa da molti anni non ha chiuso i conti con un uso sbagliato del potere. Lasciamo che la magistratura indaghi e arrivi a giudizio, e attendiamo i risultati da garantisti quali siamo. Il presidente Fontana, però, oggi deve dare alcune risposte al Consiglio regionale e ai lombardi. Deve chiarire il ruolo del suo sottosegretario Altitonante a cui si affianca quello di Tatarella, che di Altitonante è collaboratore negli uffici della giunta regionale. Sarebbe gravissimo se i due esponenti di Forza Italia avessero usato il loro ruolo in Regione per portare a compimento condotte illecite", ha dichiarato Fabio Pizzul dopo la richiesta al presidente di riferire in aula. "Poi c'è la vicenda del tentativo di corruzione a Fontana: il presidente avrebbe fatto un'ottima figura se avesse anche denunciato il fatto. Invece risulta che Luca Marsico, che nelle intenzioni del corruttore doveva essere il fulcro dell'operazione, è comunque stato incaricato dalla giunta regionale come professionista. Senza emettere sentenze preventive chiediamo a Fontana di dare risposte sul piano politico.”

Violi (M5S): Avevo avvertito Fontana di tenere lontane certe persone

"Arresti per corruzione in regione, cambiano i nomi, ma non il vizio di fare i propri interessi una volta eletti. Avevo avvertito Fontana di tenere lontano dalla Giunta Regionale certe persone, e, purtroppo ancora una volta i fatti ci danno ragione", afferma invece il consigliere ragionale del M5S Lombardia, Dario Violi. "Questi sono gli alleati con cui Salvini vuol tornare a governare. In bocca al lupo…”.

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