Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, con l’ex socio Luca Marsico all’avvio della campagna elettorale
in foto: Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, con l’ex socio Luca Marsico all’avvio della campagna elettorale

“Com'è arrivata questa consulenza? Ho scaricato il bando dal sito di Regione Lombardia e ho presentato la mia domanda tramite Pec. Questo è stato quello che ho fatto. Ho fornito il mio curriculum. Faccio l'avvocato dal 1992 e ho presentato la mia domanda come esperto giuridico, secondo i crismi di legge”. L'avvocato Luca Marsico, ex consigliere regionale ed ex vicepresidente della provincia di Varese, sentito da Fanpage, ricostruisce così la sua candidatura come membro esterno del nucleo di valutazione degli investimenti pubblici di Regione Lombardia. Una consulenza che rischia di costare caro al governatore Attilio Fontana, con cui per anni ha condiviso uno studio legale, indagato dalla procura di Milano per abuso d'ufficio. I documenti sulla sua nomina sono stati acquisiti nel corso dell'indagine che ha portato ieri all'arresto di 43 persone, tra politici e imprenditori, in Lombardia e in Piemonte.

La mancata rielezione di Marsico in Consiglio regionale

Tutto parte con la mancata rielezione di Marsico, alle elezioni regionali del 2018. L'avvocato, consigliere regionale uscente, secondo gli inquirenti non sarebbe stato rieletto perché sfavorito dall'ex coordinatore provinciale di Forza Italia, Gioacchino Caianiello, che avrebbe deciso di puntare su un altro candidato. Fontana avrebbe dunque manifestato la volontà di "ricollocare professionalmente il suo socio di studio" e anche per questo si sarebbe incontrato più volte con Caianiello. Questi avrebbe proposto a Fontana di nominare l'attuale direttore generale di Afol (Agenzia per la formazione e l'orientamento al lavoro) Metropolitana Milano, Giuseppe Zingale, alla direzione generale Istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia, in cambio dell'affidamento di consulenze da parte dell'Afol proprio a Marsico. Di fronte a questa proposta, come si evince anche da alcune intercettazioni, dopo un'iniziale apertura governatore avrebbe detto di no, spiegando di voler percorrere un'altra strada. Una decisione che gli ha permesso di risultare "parte offesa" nel tentativo di corruzione di Caianiello, ma che ha portato i magistrati a interrogarsi su quale fosse l'altra strada ipotizzata da Fontana. Da qui la decisione di aprire un fascicolo per abuso d'ufficio proprio in relazione alla nomina di Marsico al nucleo di valutazione degli investimenti pubblici.

Marsico: Parliamo di una cosa da 11mila euro

Con Fontana, siamo molto amici, ho iniziato a fare pratica da lui e abbiamo avuto lo studio insieme fino a quando è diventato presidente e ha ceduto le quote alla figlia”, spiega Marsico che dice di non sapere se c'è stato un interessamento particolare di Fontana per la sua posizione: “Io mi ero messo a disposizione del presidente rispetto alla mia professionalità, assolutamente sì, per questo ho partecipato al bando”. “Penso sia giusto arrivare a un chiarimento, tenuto conto che io ritengo che si siano seguite le procedure amministrative del caso. E comunque, con tutto il rispetto, parliamo di una cosa da 11mila euro”. Marsico smentisce la ricostruzione secondo cui si sarebbe lamentato di presunti problemi economici. "L'ho già smentita e continuo a smentirla. C'era la fine di un percorso in Regione, ma lo studio aveva un suo percorso e quindi per me questa è stata solo un'occasione di presentazione di una domanda". Marsico prende le distanze anche dall'ex compagno di partito Caianiello: "Non lo sento e non lo vedo dall'indomani delle elezioni regionali, non so nulla da questo punto di vista. Io danneggiato da lui? Sono state dinamiche elettorali di cui ho preso atto".