Fabrizio Corona ha chiesto ai magistrati "un'altra possibilità", lo ha fatto durante l'udienza al tribunale di sorveglianza di Milano che dovrà pronunciarsi proprio sul futuro dell'imprenditore 45enne. A riferire le parole di Corona è stato il suo avvocato, Ivano Chiesa, al termine dell'udienza di ieri durante la quale ha chiesto che venga concesso al suo assistito un affidamento che abbia però criteri più restrittivi rispetto a quelli finora avuti, che prevede tra gli altri anche l'obbligo di frequentazione di una struttura terapeutica.  In sostanza l'ex re dei paparazzi dovrebbe frequentare la comunità di recupero almeno tre volte a settimana, con la possibilità però di dormire in casa. Fabrizio Corona, in carcere dallo scorso 25 marzo, quando gli è stato sospeso l'affidamento terapeutico che gli aveva consentito di uscire da San Vittore nel febbraio del 2018, ha ammesso i suoi errori, ha detto in aula che sa di "avere fatto qualcosa di sbagliato" e per questo vorrebbe andare avanti con la concessione di una nuova possibilità e continuare l'affidamento.

Fabrizio Corona potrebbe restare in carcere fino al 2023

Ed è proprio nei prossimi giorni che si saprà se il tribunale di sorveglianza revocherà o meno l'affidamento terapeutico per Corona, che in questo caso dovrà restare in carcere. La richiesta della procura generale è stata chiara: "La misura disposta deve essere revocata definitivamente", inoltre ‘avvocato Generale Nunzia Gatto, ha chiesto che il periodo già trascorso in affidamento venga sostanzialmente azzerato e non valga come pena scontata. Se la richiesta venisse accolta dai giudici, Corona dovrebbe scontare di nuovo in carcere l'ultimo anno di pena trascorso in affidamento, e quindi restare in galera almeno fino al 2023.