Esplosioni in serie, una dietro l'altra, e poi un incendio con fiammate altissime. Il pomeriggio di fuoco a Trezzano sul Naviglio, alle porte di Milano, ha lasciato un bilancio pesante, una persona in fin di vita con gravi ustioni su  tutto il corpo, un'altra in condizioni meno gravi, ma comunque critiche. Si tratta di due fratelli, Giuseppe e Sergio Palumbo, di 25 e 20 anni. Il primo, titolare della "Tree of light", azienda che produce cannabis legale, è il più grave. Ma è anche la persona i cui precedenti per droga hanno spinto i carabinieri a indagare più a fondo su quanto avveniva all'interno della ditta distrutta dalle fiamme. I vigili del fuoco hanno accertato che le esplosioni in serie avvertite dalla popolazione sarebbero state causate da molte bombolette spray di gas butano presenti nel capannone. La sostanza, che è quella contenuta negli accendini, viene utilizzata anche per estrarre olio di cannabis: sia quello legale, di cui ora è consentita la vendita, sia quello contenente Thc (il principio attivo della marijana) in concentrazioni molto elevate e "illegali".

Ombre su ciò che avveniva all'interno del capannone

Saranno le indagini dei carabinieri a dover chiarire se nella ditta andata a fuoco avvenissero solo lavorazioni legali, e non vi fosse invece un'attività parallela. Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire se all'interno della Tree of light fossero rispettati tutti gli standard di sicurezza: il sindaco di Trezzano Fabio Bottero ha infatti chiarito che la ditta non aveva permessi o autorizzazioni particolari per svolgere attività pericolose. La speranza di tutti è ora naturalmente che le condizioni dei feriti – tra cui figura anche un operaio 66enne, che ha però riportato conseguenze lievi – possano migliorare e che loro stessi poi possano fornire eventuali chiarimenti alle forze dell'ordine. Nel frattempo già ieri, dopo lo spegnimento delle fiamme, il sindaco di Trezzano aveva comunicato che fortunatamente non ci sono rischi per l'ambiente né per la salute dei cittadini.