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3 Maggio 2019
11:12

Erika, uccisa davanti alla figlia dall’ex compagno finanziere poi suicida: la tragedia di Vigevano

Erika Cavalli, agente immobiliare di 37 anni, è stata uccisa a coltellate dall’ex compagno, il finanziere Luca Adamo che si è poi suicidato sparandosi. La tragedia è avvenuta a Vigevano (Pavia), davanti alla figlia della coppia, una ragazzina di 13 anni che adesso si trova da alcuni amici di famiglia, in attesa di una decisione del Tribunale dei minorenni. È stata proprio la figlia a dare l’allarme. Continuano intanto le indagini sull’omicidio-suicidio: si attende l’esito dell’autopsia.
A cura di Francesco Loiacono
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Erika Cavalli (Facebook)
Erika Cavalli (Facebook)

Dalle poche informazioni pubbliche disponibili sulla sua pagina Facebook, traspare tutto l'amore di una madre per la propria figlia, una ragazzina di 13 anni. La stessa che ieri ha assistito a una tragedia famigliare che l'ha privata in un solo colpo dei due genitori. Erika Cavalli, 37 anni, è stata uccisa a coltellate dall'ex compagno, il 55enne Luca Adamo. Subito dopo l'uomo, un appuntato scelto della Guardia di finanza, si è suicidato sparandosi con la pistola d'ordinanza. L'omicidio-suicidio è avvenuto la scorsa notte a Vigevano, in provincia di Pavia. Ed è stata proprio la figlia della coppia la prima a dare l'allarme, chiamando alcuni parenti che hanno poi allertato le forze dell'ordine. Adesso la priorità è rappresentata proprio dal come fare a tutelare una ragazzina che ha perso entrambi i genitori in una circostanza così tragica: a tal proposito la presidente della Commissione pari opportunità del Comune di Milano, Diana De Marchi, ha condiviso su Facebook una riflessione che sottolinea come, con il suo gesto, Luca Adamo abbia ferito a morte in realtà anche la figlia, costretta a subire una violenza inimmaginabile. Secondo quanto riporta il quotidiano "Il Giorno" la ragazzina, che dovrà necessariamente essere ascoltata anche da chi indaga sul femminicidio-suicidio, si trova presso alcuni amici di famiglia perché i nonni sono molto anziani e in condizioni di salute tali da non potersi occupare di lei. È probabile che il tribunale dei minori di Milano renderà definitiva questa situazione affidando la ragazza alle persone che la ospitano adesso.

Si cerca di capire il movente del femminicidio

Sul fronte delle indagini si sta cercando di chiarire il movente che ha spinto Adamo, finanziere in servizio presso la compagnia di Corsico, nel Milanese, a uccidere Erika e poi a uccidersi. Di certo potrebbe aver influito la crisi che la coppia stava attraversando: i due, che non si erano mai sposati, nell'ultimo periodo vivevano da separati. Erika, agente immobiliare, si stava trasferendo a Cassolnovo, suo paesino natio alle porte di Vigevano dove abitava prima di trasferirsi col compagno nella villetta in via Ivrea dove è avvenuta la tragedia. Non è chiaro se abitassero ancora insieme o se Erika era già andata via di casa. Di certo, stando a quanto ricostruito, la scorsa sera Erika dopo aver trascorso la giornata di festa (era il Primo maggio) con la figlia, che abitava col padre, l'ha riportata nella villetta di via Ivrea. E qui, tra il cancello e la porta di casa, è stata accoltellata più volte dall'ex compagno con un coltello da cucina: si attendono, a tal proposito, gli esiti dell'autopsia. Non è chiaro se ci sia stata una lite tra i due o se l'aggressione sia stata premeditata dall'uomo: viene descritto da tutti come eccessivamente geloso, ma non risultano denunce per maltrattamenti da parte della donna, che però prima di separarsi da lui aveva chiesto dei consigli alle forze dell'ordine. Le stesse chiamate ora a ricostruire, purtroppo quando ormai è troppo tardi, cosa sia scattato nella mente del finanziere.

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