Mostre, performance, serate, incontri. La Design Week di Milano offre centinaia di appuntamenti imperdibili per turisti, ma anche per ladri e rapinatori. Non c’è solo il flusso di visitatori produttivi, nelle statistiche occupano un posto anche i “pendolari del crimine” che si spostano da un evento all’altro come un qualunque influencer. L’anno scorso sono stati 37 gli arresti nei giorni del Salone del mobile e del Fuorisalone, un numero che quest’anno potrebbe essere eguagliato se non superato visto il piano di sicurezza studiato dalla questura.

Il piano sicurezza della questura

L’impianto è rimasto sostanzialmente identico ed è strutturato su due diversi scenari. Alla Fiera di Rho, che ospita fino al 14 aprile gli espositori principali del Salone del Mobile, sono stati predisposti i soliti “controlli e filtraggi” all’ingresso con il metal detector con l’aggiunta dello “Sniffer”, un sistema in grado di evidenziare sostanze esplosive o pericolose in pacchi e borse dei visitatori. Oltre alle forze dell’ordine ci saranno guardie giurate a controllare la struttura anche alla chiusura e attorno al perimetro sono state posizionate barriere come ulteriore protezione per i pedoni. Nel resto della città (in particolar modo lungo le arterie principali dell’evento in zona Navigli, Porta Venezia e Duomo) la questura ha concentrato un maggior numero di poliziotti, organizzando “moduli speciali” di controllo durante la sera e la notte. Largo spazio soprattutto agli agenti delle PolBike (i poliziotti in bicicletta) e alla sezione motociclisti, mentre è stato rafforzato l’ufficio denunce per rendere più veloce le procedure per gli sfortunati che nonostante il dispiegamento di forze dovessero essere vittime.

Le rapine più strane durante la Design week: dal pesce all'orologio da 150mila euro

L’anno scorso la giornata nera è stata sabato 21 aprile, il penultimo giorno dell’evento: dieci arresti in flagranza in meno di 24 ore. Quattro serbi vennero bloccati mentre uscivano dal balcone di un appartamento appena svaligiato alle Colonne di San Lorenzo. Poco dopo gli agenti fermarono, dopo un lungo inseguimento a piedi, tre marocchini che avevano approfittato della ressa dei turisti per rubare in diversi negozi di corso Buenos Aires. In manette anche un italiano di 40 anni che aveva puntato un cacciavite alla gola di una 22enne per portarle via i 50 euro appena prelevati a un bancomat di via Novara. Il nono della lista è un marocchino che stava rovistando a bordo di un’auto in sosta in via Torino, il decimo un cubano che aveva sfilato un cellulare dalla borsa di una turista.

Erano italiani anche i componenti della “banda del pesce”, tre uomini di 28, 35 e 39 anni che giovedì 19 aprile vennero arrestati mentre tentavano di rubare il furgone che riforniva i ristoranti di pesce di Brera. Il loro piano era semplice: seguire a bordo della propria Ford Festa il camion frigo e svuotarlo approfittando del momento giusto. Non si sono accorti degli agenti della Squadra mobile in borghese che hanno notato subito l’atteggiamento guardingo dei tre nell’auto. All’angolo tra via Pontaccio e via Brera hanno provato il colpo ma sono stati bloccati prima di riuscire a scaricare la prima cassetta. Nella loro vettura vennero recuperate anche alcune bistecche rubate in giornata chissà dove. Decisamente più professionisti gli scippatori rimasti ignoti che venerdì 20 aprile portarono via a un designer filippino di 42 anni un Franck Muller da 150mila euro. L’uomo stava tornando in albergo attorno all’1.30 quando in via Baracchini, a due passi dal Duomo, venne raggiunto dai tre rapinatori che gli sfilarono dal polso l’esclusivo orologio.