L’aeroporto di Linate
in foto: L’aeroporto di Linate

Domani, lunedì 13 luglio, riapre l'aeroporto di Milano Linate. Lo scalo riapre, ma non si sa per chi. Perché per quanto riguarda i primi due giorni della settimana che sta per cominciare, non sono in programma voli commerciali in arrivo e in partenza. Insomma, nessun passeggero atteso e nessun personale di bordo in procinto di varcare le sue soglie. Alle 6 di domattina, a Linate, ci saranno solo gli agenti della polizia di Stato, i finanzieri, i tecnici dell'Agenzia delle dogane e il personale dell'Enav, che controllano il traffico aereo nei cieli italiani. Con loro anche gli addetti dell'handling e lo staff di Sea, che gestisce lo scalo. Nessun altro, a meno di sorprese dell'ultimo minuto.

Voli a partire dal 15 luglio, ma per poche compagnie aeree

Il primo giorno in cui un aeromobile potrebbe alzarsi (o atterrare) sulle piste del city airport milanese, parrebbe essere mercoledì 15 luglio quando, in totale, saranno operati otto movimenti da Lufthansa, Iberia e Air Malta. Uno ogni più di due ore. Parvenze di normalità, forse, si ripresenteranno a partire dal 24 luglio, con il ritorno di Alitalia che per una settimana opererà solamente collegamenti con la Sardegna, tra Cagliari, Olbia e Alghero. Dal primo agosto, invece, la compagnia italiana di bandiera ha annunciato di tornare a vivere Linate con tutte le sue rotte nazionali e internazionali. Easyjet tornerà a volare a partire dal 31 luglio per Londra Gatwick, mentre British Airways ha fissato il ritorno a Linate a partire dal 2 agosto, ma con riserva: "Non possiamo confermare nulla perché la programmazione continua a variare giorno dopo giorno", dice la compagnia al Corriere della sera. All'appello manca invece Air France, che ha fatto sapere che riprenderà a volare in direzione Linate a partire dal 31 agosto prossimo.

Perdita di qualche milione in più

Ma perché i voli sono così ridotti? Parte della risposta si trova nei lavori di rinnovamento che Sea ha avviato all'interno dello scalo da lei gestito che non consentono un distanziamento sociale tra i passeggeri. Altro motivo, perché il traffico dei passeggeri è ai minimi storici. Poca domanda, poca offerta. Sea aveva quindi proposto di operare un massimo di sei voli all'ora, tre decolli e tre atterraggi, contro i diciotto che normalmente gestiva. Questo ha trovato l'opposizione dei principali vettori, motivo per cui l'Enac ha fissato in dieci il numero minimo degli spostamenti orari. Tutto ciò, per la Sea, e quindi per le casse pubbliche milanesi, comporterà una perdita di qualche milione di euro in più.