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9 Luglio 2020
13:26

Comunali Milano, Senna (Lega): “Sala in fortissima crisi, vincerà il nostro progetto di città”

“C’è un sindaco Sala in fortissima crisi, anche personale. Non ha saputo leggere la città in un momento di fortissima difficoltà e ha completamente sbagliato i tempi: della comunicazione, delle uscite”. A dirlo è Gianmarco Senna, consigliere regionale della Lega, che a Fanpage.it chiarisce che non sarà lui il candidato sindaco del Carroccio: “Bisogna fare una partita con un profilo, che sia manager o arrivi dalla società civile, che Milano alla fine ha sempre espresso. Il sindaco di Milano deve essere dei milanesi”. Sulle difficoltà della Regione Lombardia nell’emergenza Coronavirus: “Sugli attacchi infami che sono stati fatti sta venendo fuori la verità. I sistemi perfetti non esistono, su questo non c’è dubbio. Ma si deve prendere atto che ciò che è successo in Lombardia, al netto delle polemiche politiche, non è successo da nessuna parte”. Mentre sul recente voto in Consiglio contro l’assessore Gallera: “Era un tranello, se fosse stata mozione di sfiducia non sarebbe passata”.
A cura di Francesco Loiacono
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Manager, milanese, 50enne. Questi alcuni tratti del candidato sindaco a Milano per il centrodestra alle prossime Comunali del 2021, secondo quanto dichiarato qualche giorno fa dal segretario cittadino della Lega Stefano Bolognini (che è anche assessore regionale alla Casa e fedelissimo del segretario Matteo Salvini). Tra i nomi circolati negli scorsi mesi c'è anche quello di Gianmarco Senna, imprenditore milanese nel campo della ristorazione e consigliere in Regione Lombardia, dove presiede la commissione Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione. Fanpage.it lo ha intervistato sulla sfida delle Comunali e

Consigliere, chiariamo subito: manager, milanese, 50 anni. Il candidato sindaco della Lega a Milano è lei?

Che io sappia non ho figli, non sono sposato. Già quindi siamo fuori strada. E poi ho senso della misura (ride).

Quindi le voci sul suo conto non sono veritiere?

Assolutamente no.

Qual è il profilo che sta emergendo?

Ci sono stati degli abboccamenti, come ormai è abbastanza chiaro. Però il segretario cittadino Stefano Bolognini sta mantenendo il segreto. So che ci sono stati degli incontri, ma i nomi fatti uscire dai giornalisti finora, tra cui anche il mio, dimostrano che avete molta fantasia. Bisogna fare una partita con un profilo, che sia manager o arrivi dalla società civile, che Milano alla fine ha sempre espresso. Sala, Pisapia, la Moratti. Il sindaco di Milano deve essere dei milanesi.

L'ultimo sfidante che il centrodestra scelse per contrastare Sala, Parisi, era però un po' diviso tra Roma e Milano… 

Secondo me fu però una grande partita. Partivamo molto molto indietro e non li abbiamo fatti dormire fino alla domenica, a spoglio inoltrato. Questo dimostra sempre che la partita di Milano sai con chi si apre ma non con chi si chiude. Secondo me la notizia vera è un'altra…

E cioè?

E cioè che c'è un sindaco Sala in fortissima crisi, anche personale. Non ha saputo leggere la città in un momento di fortissima difficoltà, che purtroppo si porterà avanti per un po' di tempo, e ha completamente sbagliato i tempi: della comunicazione, delle uscite. Adesso possiamo tirare una linea sul suo operato: se vogliamo raccontare delle inaugurazioni e della capacità di fare relazioni è oggettivamente il numero uno, però sulla progettualità della città siamo fermi all'epoca Formentini-Albertini-Moratti. Porta Nuova, la metropolitana, Citylife, tutti i grossi progetti che hanno cambiato il volto della città e su cui il centrosinistra ci dava dei cementificatori. Noi abbiamo elaborato la città del 2020-2030, ma da Pisapia in poi non c'è stato un grande progetto. Ad esempio la partita degli scali ferroviari, a che punto siamo? Mi sembra che non ci siamo mossi in 10 anni. Il rapporto con la Città Metropolitana? Abbiamo costruito una città nella città per chi se la può permettere, fuori dall'Area C o dalla circonvallazione e se abiti nel primo hinterland sei figlio di un Dio minore. E poi mi parlano di città dell'inclusione: io ho un'altra idea di inclusione…

Le politiche sulla mobilità portate avanti dalla giunta secondo lei sono un po' elitarie?

Io abito in via Borsieri e posso andare anche in monopattino, ma sono un privilegiato. Se io ti pongo la domanda: ‘Vuoi una città sostenibile, dove sia buona la qualità dell'aria?', è lo stesso che chiederti: ‘Vuoi bene alla mamma?'. Noi siamo un partito del territorio, sensibile alle esigenze e alla mobilità sostenibile, che però va fatta con intelligenza e dove la puoi fare. E soprattutto non deve essere fatta in modo che qualcun altro che non se la può permettere paghi questo conto. Dipende da che idea di città hai.

Qual è la sua?

Io penso a una Città metropolitana in prospettiva da tre milioni di abitanti, non a una città da salotto e da taglio dei nastri. Mi hai alzato il biglietto del tram e della metro? Non voglio criticare su questo, però allora mi devi migliorare il servizio. Ci sono 40mila giovani che lavorano di notte e devono tornare a casa o con la 90-91, e non lo auguro a nessuno, o a piedi o con la bicicletta.

Sulle tempistiche del nome del candidato, aspetterete che Sala sciolga le sue riserve sulla sua eventuale ricandidatura? 

Non ce ne frega nulla di Sala, lui ha i suoi problemi, come mettere insieme un certo tipo di mondo di Majorino, che sicuramente gli crea dei danni, e conciliarlo con le sue esigenze. A me sembra in completo stato confusionale, che idea di città sta lasciando? Noi siamo determinati, presenteremo il nostro progetto di città.

Il prossimo sindaco di Milano guiderà la città verso le Olimpiadi invernali.

Le Olimpiadi sono molto merito di Regione Lombardia e del presidente Fontana. Quando si sono mossi loro su Ema è stato un completo disastro, così come sul discorso dei brevetti. Cioè al netto della capacità di raccontare qualcosa che non c'è mai stato o che ha fatto qualcun altro, Sala le grosse partite le ha perse. Ci ringrazieranno per le Olimpiadi, che a questo giro porteremo noi a casa: la Lega sarà protagonista, tutti si impegneranno per portare a casa dei grandi risultati.

Il candidato sarà scelto quindi anche in funzione di questa sfida.

Certo, per noi è una battaglia fondamentale.

Consigliere Senna, passiamo un attimo da Milano alla Lombardia. 

Sugli attacchi infami che sono stati fatti sta venendo fuori la verità. I problemi li abbiamo a livello nazionale, con un governo che sta distruggendo il Paese. C'è stato un tentativo di attacco al sistema lombardo che però è stato rimandato al mittente. Nessuno in Lombardia è così pazzo da poter pensare di sostituire un sistema che funziona con un sistema centralista che ha fallito.

Magari sostituire no, ma cambiare ciò che non ha funzionato o ha funzionato meno nella gestione della pandemia? 

I sistemi perfetti non esistono, su questo non c'è dubbio. Ma si deve prendere atto che ciò che è successo in Lombardia, al netto delle polemiche politiche, non è successo da nessuna parte. Non puoi paragonare il Veneto o l'Emilia alla Lombardia. Settimana dopo settimana sarà sempre più chiaro l'operato della Regione Lombardia, il Paese deve ringraziarla perché ha fatto da diga. Poi andremo a migliorare su quelle cose su cui abbiamo sicuramente più esperienza rispetto a 3-4 mesi fa.

Da tempo però si rincorrono voci di un "rimpasto" in giunta e martedì il Consiglio regionale ha approvato, con scrutinio segreto, una mozione presentata dal Pd che chiedeva trasparenza sui fondi pubblici dati alle strutture private, che per molti è stata una sorta di sfiducia all'assessore al Welfare Giulio Gallera. La Lega ha ancora fiducia in Gallera?

Ieri (martedì, ndr) è stata fatta una mozione furba in cui si parlava di trasparenza. Torno un po' su quello che dicevo prima a proposito del ‘vuoi bene alla mamma'. Logico che se avessimo votato compatti contro la trasparenza saremmo stati quelli che non volevano la trasparenza. Votiamo a favore e allora siamo quelli che vogliono la testa di Gallera. Era un tranello di bassissimo cabotaggio, scoperto anche questo.

Quindi era un tranello, però qualche consigliere leghista ha votato a favore della mozione. 

Non ci si può nascondere sui numeri, ma dipende dal quesito posto. Se fosse stata una mozione di sfiducia non sarebbe passata.

Tornando a Milano: questione nuovo stadio di San Siro, qual è la posizione della Lega?

Personalmente credo che si sia trovata una sintesi tra quella che è la storia e la tradizione – mantenere un pezzo di stadio – e dall'altra parte ciò che ormai è diventato il mondo del calcio. Può piacere o non piacere, ma chi segue le partite e le società vogliono stadi moderni dove possano andare le famiglie. Questo è il business del calcio, non vedo alternative. Se saremo capaci di lasciare quel ricordo di San Siro facciamo gol.

Lei è imprenditore nel campo della ristorazione: è un settore che sta attraversando una grossa crisi, anche a Milano. C'è un suo collega, Paolo Polli, che tra l'altro si è candidato a sindaco. In chiave Comunali, lei potrà fungere da collettore di voti rispetto a questa categoria?

Io ho l'onore e l'onere di presiedere la commissione Attività produttive: tutti quelli che hanno la partita Iva e si svegliano ogni giorno cercando con energia di andare avanti sono quelli hanno tenuto in piedi questo Paese. Io combatterò tutti i giorni per queste persone e per i dipendenti del settore privato che sono stati bistrattati. Quella sarà la mia partita: che sia un ristoratore, un falegname o un manifatturiero avrà sempre il mio supporto. Rispetto alla decisione del mio collega, che conosco, se uno decide di far politica ben venga, in bocca al lupo.

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