Sarà un testa a testa serrato fino all'ultimo. Per conquistare la fascia tricolore indossata ancora per poco da Giuliano Pisapia, a Milano i suoi due più accreditati successori, Stefano Parisi e Beppe Sala, dovranno sudare fino al prossimo 19 giugno. Perché, a meno di clamorose sorprese dalle urne, sembra ormai scontato che nel capoluogo lombardo si andrà al ballottaggio: il primo turno del 5 giugno (in entrambi i turni si voterà solo in un giorno, ha chiarito il ministro Angelino Alfano) non basterà a decidere il prossimo sindaco di Milano.

Testa a testa Sala-Parisi, due manager a confronto

Intanto, l'ultimo sondaggio realizzato da Emg per il tg di La7, relativo alle intenzioni di voto dei milanesi al primo turno delle prossime Comunali, certifica il completamento della rincorsa di Parisi al suo "collega" manager Sala. Mister Expo è ufficialmente in corsa da febbraio, da quanto cioè ha vinto (senza trionfare) le primarie di centrosinistra. Ma il suo nome è sulla bocca di tutti da molto prima: merito (o demerito, considerando anche le critiche che si è attirato) dell'Esposizione universale e delle voci che hanno iniziato a circolare sulla sua possibile candidatura fin dalla scorsa estate. Stefano Parisi è sceso in campo dopo la vittoria di Sala, scelto proprio perché rappresenta una sorta di alter ego di centrodestra dell'ex ad di Expo. Oltre ad aver unito una coalizione altrove a pezzi (vedi Roma), la scelta di Parisi sembra pagare anche in termini di consensi.

Ma al ballottaggio Sala è in testa

Secondo la rilevazione effettuata lo scorso 11 maggio, al primo turno Parisi è infatti accreditato del 36,5 per cento dei consensi, contro il 36 per cento di Sala. Segue Gianluca Corrado del M5s col 19 per cento dei consensi, mentre gli altri candidati raccolgono l'8,5 per cento delle preferenze. Il discorso cambia però se si guarda al ballottaggio: in quel caso a vincere sarebbe infatti Sala col 51 per cento dei voti, contro il 49 per cento di Parisi. Certo, si tratta sempre di sondaggi. Solo pochi giorni (9 maggio) fa uno realizzato da Quorum/Youtrend per il Fatto quotidiano dava Mister Expo avanti anche al primo turno: 38,5 contro 35,2 per cento dei consensi. Insomma, le cifre sono ballerine, ma quel che è certo è che nessuno dei due principali contendenti a Palazzo Marino si potrà permettere nemmeno un mezzo passo falso negli ultimi giorni di campagna elettorale: la vittoria sarà questione di un pugno di voti.