Alcune esplosioni, forse riconducibili a colpi d'arma da fuoco, hanno svegliato questa notte i richiedenti asilo collegati al progetto Sprar che abitano in una struttura di Collebeato, comune in provincia di Brescia. Non è ancora chiaro cosa sia avvenuto con precisione: sull'episodio indagano i carabinieri di Concesio, che hanno ascoltato due dei rifugiati ospiti della struttura per cercare di avere maggiori informazioni. I due richiedenti asilo, come comunicato dai carabinieri al sindaco Antonio Trebeschi, sono parte offesa e non hanno commesso alcun reato.

Il precedente: un raid neonazista e la bomba sotto casa del sindaco

Fortunatamente nessuno è rimasto ferito nell'episodio, che ha rovinato ancora una volta il clima nel paese bresciano. Già lo scorso ottobre, infatti, Collebeato era finito al centro delle cronache per un raid di impronta neofascista che aveva fatto seguito a un episodio che aveva visto protagonisti in negativo alcuni rifugiati ubriachi, autori di schiamazzi notturni e atti vandalici. Quasi per una sorta di "vendetta", alcune persone si erano presentate davanti alla casa dove alloggiavano i richiedenti asilo, dopo aver insultato una signora che non voleva indicare il loro appartamento, avevano urlato insulti e lanciato un oggetto che aveva provocato una forte esplosione. Quindi i neonazisti se l'erano presa con il sindaco, depositando una bomba carta nella sua cassetta della posta e facendola esplodere. Infine, i protagonisti del raid avevano imbrattato con svastiche e scritte razziste i muri del municipio e la lapide in memoria dei partigiani. Contattato da Fanpage.it il primo cittadino aveva allora dichiarato: "Non è nostra intenzione porre l'attenzione su certi comportamenti, però è accaduto un fatto molto grave". Adesso il nuovo episodio, che non si sa ancora se sia collegato con quanto avvenuto a ottobre ma lascia intendere che il clima non si sia ancora rasserenato.