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Con una decisione presa dal questore di Cremona, Gaetano Bonaccorso, tutti i centri massaggio cinesi della città lombarda sono stati chiusi. Il motivo è che all'interno, come emerso in altre strutture simili a Milano e nel resto d'Italia, oltre ai massaggi si praticava anche la prostituzione. La particolarità dell'operazione della polizia di Stato, di cui al momento non si conoscono i dettagli, è che per la prima volta gli agenti hanno perseguito i locali come "luoghi sospetti" e solo in seguito i titolari. Questo modo d'agire è stato giustificato dal fatto che, in passato, i titolari indagati riuscivano a cedere velocemente le licenze dei centri massaggio, rendendo in questa maniera molto difficile giuridicamente il sequestro dei locali.

Tanti i centri massaggi chiusi in passato per prostituzione

Il blitz degli agenti della polizia di Stato è scattato venerdì sera in nove centri massaggio del capoluogo di provincia lombardo. Assieme ai poliziotti sono intervenuti agenti della polizia locale e personale dell'Agenzia per la tutela della salute (l'ex Asl). All'interno dei centri sono state riscontrate grave carenze igieniche oltre a numerose violazioni in tema di tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. In alcuni frigoriferi gli investigatori hanno trovato prodotti alimentari scaduti o marci. Il motivo principale della chiusura delle strutture, comunque, è l'attività parallela e illecita che veniva svolta all'interno: oltre ai massaggi le ragazze all'interno si prostituivano, offrendo ai clienti prestazioni sessuali a pagamento. Non è, come detto, una novità: sono diversi i centri massaggio che sono stati chiusi in passato per prostituzione, a Milano e in tutta la Lombardia. Non si tratta esclusivamente di un fenomeno riservato ai centri cinesi: un'inchiesta di Fanpage.it documentò come anche alcune strutture italiane avessero iniziato a "offrire" ai clienti prestazioni particolari, proprio per fronteggiare la "concorrenza cinese".