Milano è tornata a essere la "Capitale morale del Paese". A dirlo mercoledì mattina il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, che ha ricevuto dal sindaco del capoluogo lombardo Giuliano Pisapia il "sigillo della città". Inevitabile per Cantone fare un raffronto con quanto sta accadendo nella Capitale amministrativa del Paese: "Roma sta dimostrando di non avere quegli anticorpi di cui ha bisogno e che tutti auspichiamo possa avere".

Il ruolo di Cantone nelle tante inchieste su Expo

Le parole di Cantone sono destinate a scatenare un dibattito. Anche perché a contribuire allo status di "Capitale morale", secondo Cantone, è stato anche il successo di Expo 2015, manifestazione che ha catalizzato l'attenzione del mondo su Milano, ma che è stata anche scossa da scandali e inchieste – dalla "Cupola degli appalti" all'arresto di Antonio Acerbo per le Vie d'acqua, fino all'ultima inchiesta per la quale il governatore Maroni sarà processato a dicembre – nelle quali lo stesso Cantone, in veste di commissario straordinario, è stato protagonista. E il ruolo "molto importante" del magistrato per la riuscita di Expo è stato infatti sottolineato da Pisapia a margine della cerimonia di consegna, alla quale hanno partecipato anche il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, e il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati: "Eravamo molto preparati alla lotta alla mafia, alle organizzazione mafiose, ma c'era il problema della corruzione, e in questo senso, il presidente dell'Anac ha avuto ruolo importante".

Tanto importante che il sindaco ha voluto premiare Cantone con la consegna del Sigillo, un "riconoscimento dell'intera città e dei milanesi a Raffaele Cantone, perché se oggi la città è al centro dell'attenzione del mondo ed è vista come punto di riferimento anche per la lotta alla corruzione da organismi nazionali e internazionali è anche merito di Cantone". Affermazione che però può anche essere letta in un altro senso: da sola, Milano non ce l'avrebbe fatta a tenere parzialmente lontano dall'Expo scandali e inchieste.

Pisapia: "Milano capitale morale? Parlano i fatti"

Pisapia non ha voluto indugiare su paragoni con Roma, ma ha poi condiviso le parole di Cantone: "Chi ha dei problemi prenda esempio da Milano, nel senso che si utilizzi l'esperienza milanese per far sì che il Giubileo sia il successo che tutti auspichiamo". Sul ruolo di "Capitale morale" per Milano, il sindaco ha dichiarato orgoglioso: "Mi sembra che parlino i fatti, non bastano le parole e noi l'abbiamo dimostrato". Un solo appunto: se l'Expo sta per terminare, la gestione del dopo Expo è una storia ancora tutta da scrivere. Sperando che sia all'altezza di una "capitale morale".

La replica di Alemanno: "Parole denigratorie"

Una replica, piccata, alle affermazioni di Raffaele Cantone è arrivata dall'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Da Cantone parole denigratorie contro Roma – ha scritto Alemanno su Twitter -. Scandali Expo di Milano e Mose di Venezia sono molto più gravi di Mafia Capitale". Chissà che l'ex primo cittadino non si sia sentito tirato in ballo su quanto affermato dal presidente dell'Anac sulla mancanza "degli anticorpi" di cui soffrirebbe la Capitale. L'ex sindaco è d'altronde coinvolto in uno dei filoni dell'inchiesta Mafia Capitale: ai primi di ottobre ha ricevuto la notifica della chiusura indagini sul suo conto per le accuse di corruzione e finanziamento illecito, per le quali i pubblici ministeri potrebbero chiederne il rinvio a giudizio.