Quattro persone sono state fermate dai carabinieri dei Nuclei Investigativi di Monza e Caltanissetta a Muggiò, Enna e Genova, ritenuti mandante ed esecutori dell'omicidio di Lamj Astrit, il cittadino albanese scomparso nel 2013 da Genova, ucciso e murato nella cavità di una villa di Senago, nella provincia del capoluogo lombardo. Si tratta di quattro italiani, raggiunti dal provvedimento di fermo d'iniziato di delitto, stabilito dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza. Nei loro confronti pende una pesante accusa: sarebbero responsabili, in concorso tra loro, di omicidio e occultamento di cadavere. La misura è arrivata a seguito delle indagini dalle quali è emerso il coinvolgimento dei soggetti, in qualità di mandante ed esecutori materiali dell’omicidio maturato in ambiente delinquenziale per ritorsione e vendetta e, più in particolare, per punire l’autore di un furto di gioielli colpevole anche di avere interrotto una relazione sentimentale.  Sono in corso ulteriori accertamenti. Ancora da chiarire le motivazioni del gesto e la dinamica dell'accaduto.

Cadavere trovato murato a Senago

I fatti risalgono al 15 gennaio scorso quando il cadavere di un uomo tra i 35 e i 45 anni è stato trovato murato in una cavità della ‘Villa degli Occhi', un edificio del 1700 a Senago nella quale il proprietario stava facendo dei lavori di ristrutturazione. Sul caso stanno indagando i carabinieri che hanno scoperto che il corpo è quello di Lamaj Astrit, un cittadino albanese scomparso nel gennaio 2013 da Genova. Il proprietario dell'abitazione è risultato assolutamente estraneo ai fatti.