Un caccia Eurofighter (Foto di repertorio)
in foto: Un caccia Eurofighter (Foto di repertorio)

Allarme dirottamento sui cieli italiani. Sarebbero dovuti a questa emergenza i due boati che hanno scosso la mattinata di molti residenti in Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta, alle prese con quelle che sono sembrate come esplosioni. In realtà, si trattava di due caccia Eurofighter dell'Aeronautica italiana decollati in tutta fretta e che hanno poi superato il muro del suono per un'operazione chiamata in gergo militare Scramble o Scrambling: vale a dire intercettare un altro velivolo che procede seguendo una rotta che viene giudicata strana. L'aereo in questione era un velivolo civile della compagnia Air France, un Boeing decollato dall'isola di Réunion e diretto all'aeroporto di Parigi Orly. L'aereo avrebbe perso il contatto con gli enti italiani di controllo del traffico aereo (secondo un'altra versione non si sarebbe mai messo in contatto con le autorità italiane, forse per un disguido): si è dunque temuto che a bordo del velivolo potesse essere accaduto qualcosa di grave, anche che qualcuno potesse aver dirottato il volo.

L'emergenza è rientrata: ma nel frattempo era scoppiato il panico

Da qui la decisione del comando dell'Aeronautica di far decollare i due caccia dalla base di Istrana, in provincia di Treviso. I due jet, volando a velocità supersonica, hanno raggiunto il velivolo di linea sui cieli della Valle D'Aosta, dove avrebbero obbligato l'aereo di linea a descrivere una strana rotta disegnando una sorta di cerchio, come mostrato dal sito "Flightradar24.com". Dopo aver ripristinato il collegamento l'emergenza è rientrata: i due caccia sono quindi rientrati alla base, mentre l'aereo di linea ha proseguito tranquillamente il proprio volo secondo la rotta prestabilita verso la Capitale francese. Nel frattempo, nelle zone in cui si erano uditi i due boati è scoppiato il panico: a Bergamo sono state addirittura evacuate alcune scuole e il tribunale. Tantissime le chiamate di cittadini spaventati alle forze dell'ordine, che in poco tempo hanno rassicurato tutti sul fatto che a provocare i boati fossero stati i due caccia volati a velocità superiori al muro del suono (Mach1). Il panico (e l'immancabile ironia, anche in questi frangenti) si era nel frattempo trasferito anche su Twitter, dove l'hashtag #esplosioni è entrato in poco tempo nei trending topic di giornata.

La rotta del volo di linea francese (Flightradar24.com)
in foto: La rotta del volo di linea francese (Flightradar24.com)

La nota dell'Aeronautica: come funziona la sorveglianza dei cieli

Come ha successivamente chiarito l'Aeronautica militare, i due caccia sono decollati a seguito dell'ordine di scramble ricevuto dal Caoc (Combined Air Operation Center) di Torrejon, ente Nato responsabile d'area del servizio di sorveglianza dello spazio aereo. Per ridurre i tempi d'intervento, legati alla particolare situazione di necessità, i due piloti alla guida degli aerei hanno superato la barriera del suono, causando l'onda d'urto che è stata udita al suolo a causa delle particolari condizioni di vento e temperature, anche se i due velivoli viaggiavano a quota elevata. L'Aeronautica militare assicura la sorveglianza dello spazio aereo nazionale 365 giorni all'anno, 24 ore su 24. Il sistema di difesa è integrato con quello degli altri paesi appartenenti alla Nato. La sorveglianza, l'identificazione e il controllo dello spazio aereo sono affidati a cinque basi: l'11° Gruppo D.a.m.i di Poggio Renatico (Ferrara), il 22° Gruppo Radar di Licola (Napoli), relativamente all'intervento in volo, il 4° Stormo (Grosseto), il 36° Stormo (Bari) e il 37° Stormo (Trapani), tutti equipaggiati con velivoli caccia Eurofighter. Da gennaio 2017 è stata attivata anche una cellula di Eurofighter F-2000 presso il 51° Stormo di Istrana (Treviso), da cui oggi sono decollati i caccia, al fine di ottimizzare la copertura dello spazio aereo nazionale, ridurre i tempi di intervento e contrastare in maniera tempestiva eventuali minacce.

I due boati arrivano in procura

La vicenda dei due boati uditi in Lombardia e Piemonte è finita anche in procura: gli uffici di Bergamo, competenti a indagare sulla vicenda, sono infatti in attesa di ricevere una relazione dettagliati su quanto accaduto da parte delle autorità competenti. Al momento tuttavia non si ravvisano reati a carico dei due piloti che con i loro jet hanno superato il muro del suono, determinando i boati simili ad esplosioni: secondo le prime informazioni raccolte dai pubblici ministeri, diretti dal procuratore Walter Mapelli, i due militari avrebbero infatti agito in condizioni di emergenza.