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23 Ottobre 2019
7:50

Bimbo precipitato a scuola, quattro giorni di speranza e poi il messaggio: “Leonardo non c’è più”

La notizia della morte del piccolo Leonardo Acquaviva, il bimbo di cinque anni precipitato dalle scale di una scuola alla periferia nord di Milano, è arrivata nel pomeriggio di martedì con un messaggio che nessuno avrebbe voluto leggere: “Leonardo non c’è più”. L’istituto si è chiuso nel dolore e nel silenzio per rispetto della famiglia, delle persone coinvolte e delle indagini in corso. Gli inquirenti hanno deciso di non disporre l’autopsia, mentre il fascicolo è ora per omicidio colposo.
A cura di Simone Gorla
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La scuola Pirelli di Milano
La scuola Pirelli di Milano

"Leonardo non c'è più". Il messaggio che nessuno avrebbe voluto leggere ha iniziato a circolare nel pomeriggio di martedì tra gli insegnanti e il personale della scuola. Dopo quattro giorni di speranze e preghiere è arrivata la notizia più temuta. Non ce l'ha fatta il piccolo Leonardo Acquaviva, il bambino di cinque anni precipitato per dieci metri nella tromba delle scale della scuola primaria G.B. Pirelli di via Goffredo da Bussero, una traversa di viale Fulvio Testi, alla periferia nord di Milano.

Dolore e silenzio nella scuola della tragedia

Il cuore del bambino ha cessato di battere alle 9.53 di martedì 23 ottobre. Le sue condizioni erano disperate: nella caduta aveva riportato ferite gravissime e lesioni a diversi organi interni. Sono così iniziati gli accertamenti necessari per dichiarare la morte, conclusi nel pomeriggio. La notizia è arrivata quindi proprio mentre genitori e nonni andavano a prendere i piccoli alunni all'uscita da scuola. Alle famiglie e agli insegnanti spetta ora il terribile compito di spiegare quello che è successo e aiutare i bambini, soprattutto i compagni di classe di Leonardo, di appena sei anni, a comprendere e fare i conti con la perdita. La dirigenza scolastica ha imposto il massimo riserbo per garantire la privacy delle persone colpite dalla tragedia e nel rispetto delle indagini in corso.

Indagine per omicidio colposo, non ci sarà autopsia

Saranno le verifiche già avviate quattro giorni fa dalla procura di Milano ad accertare la dinamica esatta e le eventuali responsabilità. Dopo l'incidente era emersa la presenza di una sedia proprio accanto alla ringhiera da cui Leonardo è caduto. L'ipotesi è che il bambino, che tornava dal bagno ed era sfuggito al controllo di una commessa, impegnata con altri alunni, abbia usato proprio quella per arrampicarsi e sporgersi. Quando è arrivata la notizia del decesso il fascicolo è passato dall'ipotesi di reato di lesioni colpose a quella di omicidio colposo, per ora a carico di ignoti. Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano ha deciso di non disporre l'autopsia, ritenuta non utile ai fini delle indagini.

Il cordoglio

"È un giorno di lutto per tutto il mondo della scuola", ha scritto il ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Il silenzio attorno alla scuola è ritto solo da una nota dell’associazione ‘Amici della G. B. Pirelli' che "si stringe in un abbraccio alla famiglia del bimbo deceduto a seguito del tragico incidente" è "vicina a tutti i bimbi della scuola, alle loro famiglie e al personale" e "sta valutando iniziative a supporto dei bimbi, delle famiglie e del personale della scuola in questa triste circostanza". Il sindaco Giuseppe Sala ha parlato di "uno dei giorni più tristi" per Milano e la Lega ha chiesto la proclamazione del lutto cittadino.

I sindacati chiedono più attenzione sulla sicurezza

La notizia ha generato sgomento in tutti i lavoratori della scuola. Al dolore per la scomparsa del piccolo Leonardo le organizzazioni sindacali accompagnano una riflessione sulla sicurezza degli edifici scolastici. "Attendiamo con rispetto il responso delle indagini che dovranno accertare le cause del drammatico incidente, ma vogliamo anche rivolgere a tutto il Paese l'appello a considerare con la dovuta attenzione le condizioni di sofferenza in cui versano le nostre scuole. Spesso inadeguati gli edifici scolastici, carenti gli organici, insufficiente la vigilanza, assenti i controlli sull'idoneità degli ambienti vissuti quotidianamente da bambini e ragazzi dai 3 ai 19 anni".

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