Un bambino di 20 mesi è stato ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Buzzi di Milano per un'intossicazione da hashish. Nel sangue del piccolo sono state riscontrate tracce della sostanza stupefacente, che potrebbe essere stata ingerita per sbaglio dal piccolo in un parco o anche in casa. Il padre del bambino, infatti, sarebbe un consumatore abituale di droga. Sono stati proprio l'uomo e la madre del bambino a chiamare i soccorsi lo scorso sabato, quando dopo un pomeriggio di svago trascorso col piccolo e col figlio più grande in un parchetto di Sesto San Giovanni, una volta rientrati in casa il minore ha iniziato a manifestare problemi di respirazione e ha poi perso i sensi. Immediato il ricovero all'ospedale pediatrico Buzzi, dove il bimbo è ricoverato da sabato sera in condizioni gravi, anche se nelle ultime ore il quadro clinico è migliorato e il piccolo è considerato fuori pericolo.

I precedenti a Legnano e Brescia.

Resta da capire cosa sia successo sabato pomeriggio: i genitori sostengono che il bambino stesse bene prima di recarsi al parco, e che quindi possa aver ingerito lì per sbaglio un pezzo di hashish. Ma la dinamica è molto simile ad altri episodi analoghi, avvenuti a Legnano e a Brescia, dove è poi emersa la piena responsabilità dei genitori in quanto accaduto ai propri figli. Nel primo caso una bambina di un anno e quattro mesi era finita in ospedale per un'intossicazione da hashish: si era poi scoperto che la bimba non aveva ingerito la droga per caso, ma per mesi era rimasta esposta alle sostanze stupefacenti consumate dai genitori (poi allontanati) in casa. Nel secondo episodio, nel sangue di due bimbi piccolissimi erano state trovate tracce di cocaina: i piccoli, che erano stati lasciati in auto dal padre per andare a giocare alle slot, sono stati tolti ai genitori e affidati a una comunità. Adesso, su questo nuovo caso, indaga il sostituto procuratore presso il tribunale dei minorenni Annamaria Fiorillo, che al momento non ha disposto provvedimenti urgenti.