Blu è un nome da bambine. In prospettiva, la decisione presa oggi dalla giudice Paola Barbara Folci, della nona sezione civile del tribunale di Milano, potrebbe aprire definitivamente la strada a una tendenza che in Italia si è iniziata ad affermare nel 2007: e cioè chiamare le proprie figlie femmine Blu. Oggi in tribunale, a Milano, la giudice era chiamata a esprimersi sul caso di una bimba di un anno e mezzo, che era stata chiamata dai genitori proprio come il colore del cielo. Un nome che però era stato segnalato come irregolare dall'Anagrafe di Milano. In base a una legge del 2000, infatti, i nomi dovrebbero indicare chiaramente il sesso del neonato. Esisteva già un'eccezione alla regola, rappresentata dal nome Andrea, che anche se in Italia è quasi esclusivamente maschile è accettato anche per le donne, secondo un costume molto più diffuso all'estero (ricordate l'Andrea protagonista del telefilm Beverly Hills 90210?). La procura di Milano aveva deciso però di seguire alla lettera la norma, facendo ricorso contro i genitori della piccola. Che, dopo averla chiamata per un anno e mezzo Blu – nome indicato anche sui documenti – si erano visti convocare in tribunale: dovevano anteporre a Blu un nome chiaramente femminile, perché altrimenti si sarebbero visti cambiare il nome della propria figlia dal giudice.

Il caso della piccola Blu di un anno e mezzo non era il solo pendente in tribunale a Milano. Dopo che la vicenda, negli scorsi giorni, è diventata di pubblico dominio, evidentemente l'approccio della procura è cambiato. I magistrati hanno optato per una linea morbida, anteponendo alla rigidità della legge le motivazioni dei genitori che hanno chiamato Blu le loro figlie. Un nome sempre più diffuso: secondo l'Istat nel 2016 (l'annata più recente disponibile per le statistiche) sono state chiamate così sei bimbe, ma già nel 2007 cinque bambine avevano ricevuto dai genitori lo stesso nome. La procura di Milano ha scelto dunque di rinunciare a procedere contro i genitori e il giudice ha deciso che la bimba si continuerà a chiamare solo e semplicemente Blu: "La procura di Milano ha deciso in corso d'opera di cambiare approccio – ha detto al quotidiano "La Repubblica" Luca Andrea Marazzini, padre della bimba – se Andrea può essere un nome femminile, anche Blu può esserlo". I genitori si sono dichiarati molto contenti della decisione della giudice: "Avremmo comunque continuato a chiamarla così, ma il fatto che Blu sia ufficialmente il suo nome è bello e fa piacere. È un nome bellissimo ed è molto suo: ha gli occhi blu, ha un carattere forte, come il colore".