La scelta tra Stefano Parisi e Beppe Sala manda in crisi anche i ragazzi de "Il Terzo Segreto di Satira". Il gruppo di comici milanesi, autore cinque anni fa del video cult "Il favoloso mondo di Pisapie", in un nuovo video che arriva alla vigilia del ballottaggio del 19 giugno ironizza su uno dei tormentoni di questa campagna elettorale: la somiglianza tra i profili di Parisi e Sala. "A me Sala e Parisi sembrano esattamente così: cioè due manager identici", dice il protagonista del nuovo video, tormentato dalla scelta di chi votare domenica prossima. La soluzione che viene offerta all'indeciso è quella così di concentrarsi sulle future giunte dei due eventuali sindaci: "È la giunta che conta", è la frase che viene ripetuta come un mantra e che sembra la chiave per superare ogni dubbio. Sarà davvero così? La conclusione del video, che non sveliamo, è come sempre all'insegna dell'ironia.

Quello che possiamo dire è invece che, come sempre, la satira del gruppo comico milanese sembra cogliere nel segno. Non sono solo loro a essere indecisi su chi votare: lo hanno ampiamente dimostrato i tanti milanesi che hanno disertato le urne al primo turno (l'affluenza del 54 per cento è un record in negativo a Milano). L'astensione record non è stato solo il frutto del voto "balneare" del 5 giugno, ma anche del fatto di dover votare tra due figure (ampiamente date per favorite alla vigilia rispetto agli altri candidati) che potrebbero essere sovrapponibili e che forse, proprio nell'assenza di peculiarità a livello personale, non hanno "incendiato" l'animo degli elettori. Dall'una e dall'altra parte continuano a rimarcare le differenze tra i due: differenze che però probabilmente stanno davvero solo in chi accompagna i candidati, piuttosto che nei candidati stessi. Sostituendo Sala a Parisi si ha l'impressione che nessuno dei due si sentirebbe un pesce fuor d'acqua. Un'esagerazione? Insomma. Sia l'uno che l'altro hanno dimostrato di lavorare bene con persone dello schieramento "opposto" (vedi Sala con la Moratti o Parisi con Prodi, anche se per alcuni mesi). E l'impressione alla fine è che ai milanesi non importi più di tanto chi potrà diventare il prossimo sindaco: la partita di Milano sembra essere diventata più importante in chiave nazionale, come bandierina da sventolare da parte degli opposti schieramenti.