Ballottaggio Milano: i Radicali appoggiano Sala. Dario Fo: “Tentato di votare per Parisi”

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Sala incassa l’appoggio dei Radicali: si andrà verso un apparentamento formale. Parisi invece incassa l’appoggio, più ideale che concreto, del premio Nobel Dario Fo: “Sarei tentato di votare lui per togliere di mezzo Sala”. Queste le novità in vista del ballottaggio del prossimo 19 giugno a Milano, con i due candidati in cerca dei voti utili per diventare sindaco.

Da una parte c'è Beppe Sala, che sembra aver incassato il sostegno dei Radicali. Dall'altra Stefano Parisi, che invece ottiene l'appoggio – più ideale che concreto, però – di un intellettuale come Dario Fo. Da sempre vicino al mondo della sinistra ma negli ultimi anni, soprattutto, vicino al Movimento 5 stelle. Queste le novità in vista del ballottaggio del prossimo 19 giugno a Milano, dove si deciderà chi tra i candidati diventerà sindaco succedendo a Giuliano Pisapia. Uno scontro all'ultimo voto: 4.900 quelli che hanno diviso i due al primo turno, con Sala in leggero vantaggio.

E allora, ecco che i diecimila voti ottenuti dal radicale Marco Cappato fanno certamente gola a Sala. Si dovrà però passare da un apparentamento ufficiale: entro domani alle 15 la richiesta dovrà essere depositata agli uffici comunali controfirmata dal candidato sindaco. I Radicali, grazie al premio di maggioranza, se Sala dovesse venire eletti avrebbero un consigliere a Palazzo Marino. Ma l'accordo non si è trovato per questo, ma sulla base di convergenze tra Sala e i Radicali su alcuni temi: "Abbiamo preso atto delle dichiarazioni di Sala convergenti con i nostri obiettivi sui referendum per l'utilizzo degli immobili commerciali invenduti e sfitti per realizzare case popolari e sulla riapertura dei Navigli, oltre a una più generale attitudine anti-demagogica sui temi dell'ambiente, della sicurezza, dell'immigrazione e delle libertà civili", hanno scritto i Radicali, che sono intenzionati a proporre l'abbattimento del quorum per i referendum comunali. Curiosamente proprio Cappato e i Radicali durante la campagna elettorale avevano presentato un doppio esposto contro Sala sulla sua presunta incandidabilità e su presunti conflitti di interesse: "Avevamo auspicato che le autorità competenti facessero chiarezza prima del voto: per parte nostra non ritireremo i nostri esposti".

Parisi: "Se Fo votasse per me sarebbe un onore"

Se i voti dei Radicali sono (potenzialmente) diecimila, cinque volte tanto sono quelli dei Cinque stelle. Ed è stata dunque musica per le orecchie di Stefano Parisi l'intervista rilasciata da Dario Fo alla trasmissione "Un giorno da pecora" su Radiodue, nella quale il premio Nobel si è detto tentato di votare Parisi pur di "togliere di mezzo" Sala. Un'intenzione, più che altro: una dichiarazione "per paradosso", come lo stesso Fo ha subito ammesso nel corso della trasmissione. Eppure Parisi si è naturalmente affrettato ad affermare: "Sarebbe un onore", forse anche per capitalizzare dichiarazioni che, seppur paradossali, potrebbero rappresentare il pensiero di molti elettori cinque stelle milanesi. Non sembra averla presa bene Sala, che ha detto: "Se Dario Fo ritiene di votare a destra è un suo diritto, io non commento".

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