Mara Facchetti
in foto: Mara Facchetti

Emergono nuovi, drammatici particolari sull'omicidio-suicidio scoperto nella mattinata di venerdì 29 novembre ad Azzano Mella, in provincia di Brescia. Dettagli che, messi insieme, ripropongono il dubbio che quasi sempre accompagna tragedia analoghe: si poteva evitare tutto ciò? Moustafa El Chani, il 32enne che ha ucciso a pugni e bastonate l'ex fidanzata 46enne Mara Facchetti, mamma di una bimba di cinque anni, quando ha messo in atto il suo terrificante piano era sotto effetto di stupefacenti. El Chani era noto alle forze dell'ordine per reati legati allo spaccio, ma non è chiaro se sia stata la droga, oppure i maltrattamenti che a quanto pare il 32enne riservava alla ex, all'origine della decisione da parte di Mara di lasciarlo.

Il vocale dell'assassino alla madre della vittima: "Guardate che avete fatto"

Una decisione evidentemente condivisa dalla famiglia della vittima, ma che il 32enne non aveva mai accettato e che l'ha portato a decidere di uccidere la sua ex compagna e poi a farla finita, impiccandosi a un'altalena in un parco pubblico. Prima del delitto l'uomo pare abbia avvisato della sua decisione una sua amica su Facebook: uno degli aspetti su cui si dovranno concentrare le indagini è capire se la donna abbia preso sul serio la minaccia e si sia rivolta a qualcuno, oppure no, e in questo caso capirne il motivo. Ma anche un altro drammatico messaggio è finito nell'inchiesta condotta dal pubblico ministero Carlotta Bernardina: è il vocale che, secondo quanto riporta il quotidiano "Il Giorno", l'omicida avrebbe inviato alla mamma della vittima poco prima di suicidarsi. "Volevate allontanarci a tutti i costi, le avete detto di chiamare i carabinieri – sarebbe il senso del messaggio – Guardate cosa avete fatto. Lei è morta, adesso muoio anch'io". La mamma di Mara l'ha ascoltato solo quando i carabinieri l'hanno informata del ritrovamento del cadavere della figlia: per la donna è stato l'ennesimo colpo, dopo che 26 anni fa le era stato ucciso anche il marito. Adesso si attendono i primi risultati dell'autopsia: aiuteranno a chiarire i pochi aspetti ancora oscuri di una vicenda tragica e purtroppo simile a tante altre che vedono le donne vittime della violenza da parte di un uomo.