La finta carica esplosiva utilizzata dai rapinatori
in foto: La finta carica esplosiva utilizzata dai rapinatori

Sono stati fermati i tre uomini che, lo scorso 25 gennaio, assaltarono un furgone portavalori a Peschiera Borromeo, in provincia di Milano, riuscendo poi a fuggire con un bottino di 30mila euro. I fermati sono tre cittadini italiani di 45, 49 e 51 anni, tutti pregiudicati e originari della provincia di Caltanissetta in Sicilia. I carabinieri del Nucleo radiomobile e della compagnia di San Donato Milanese, che hanno eseguito il provvedimento nei confronti dei tre, sono riusciti anche a recuperare le armi utilizzate nel corso della rapina: un fucile tipo doppietta a canne mozze, una pistola semiautomatica risultata rubata nel 2013, tre taser e varie cartucce. Nel covo dei tre rapinatori è stata recuperata anche una pistola Walther P99 con matricola abrasa che i banditi avevano sottratto a una delle tre guardie giurate rapinate.

La violenta rapina il 25 gennaio

L'assalto al portavalori era stato molto violento. Attorno alle 13.30 del 25 gennaio il commando aveva assaltato un furgone della ditta Vcv (Vigilanza città di Varese) che stava caricando il denaro da un rivenditore all'ingrosso che si trova in via Tobagi. I malviventi, a volto coperto, si erano diretti prima verso le due guardie giurate che erano scese per prendere i soldi, sottraendo la pistola a uno di loro e 30mila euro. Poi avevano cercato di convincere l'altro vigilante, rimasto a bordo del furgone, a scendere: per farlo avevano esploso un colpo di fucile contro il finestrino del conducente e avevano poi applicato sul vetro una finta carica esplosiva. Quindi erano fuggiti a bordo di una Panda risultata rubata.

La banda progettava rapine nelle ville di imprenditori

Dopo quel colpo la banda non era rimasta ferma: secondo le indagini della procura di Milano due componenti del pericoloso gruppo criminale, sempre a volto coperto, il 4 marzo hanno rapinato la banca "Centro Padana" di Casalpusterlengo, in provincia di Lodi, minacciando gli impiegati con un taglierino e riuscendo a scappare con un bottino di 40mila euro. Altri colpi erano in programma: stando agli inquirenti la banda stava progettando di compiere alcune rapine nelle ville di imprenditori. I malviventi a quanto pare avevano anche previsto di gambizzare i proprietari per mettere a segno i colpi. Fondamentali per la cattura dei pericolosi criminali è stata l'analisi dei filmati di videosorveglianza: in seguito, grazie anche a pedinamenti e appostamenti, i carabinieri sono riusciti a individuare il covo della banda, dove oltre alle armi utilizzate per la rapina sono stati trovati i vestiti impiegati e 16mila euro.