Il sindaco leghista di Gallarate Andrea Cassani è indagato per turbativa d'asta in uno dei filoni dell'inchiesta milanese sul presunto sistema di tangenti, finanziamenti illeciti, appalti e nomine pilotate che avrebbe coinvolto decine di politici, amministratori e imprenditori lombardi. L'accusa per il primo cittadino del comune del Varesotto, secondo quanto riferito dall'Ansa, riguarda la presunta nomina pilotata di due avvocati per un parere legale su un'azione di responsabilità intentata dall'ex Giunta di centrosinistra contro gli ex amministratori di una municipalizzata, tra cui anche l'ex coordinatore varesino di Forza Italia, Gioacchino Caianiello, figura considerata centrale nell'indagine della Dda milanese.

Indagato per turbativa d'asta il sindaco di Gallarate Andrea Cassani

Nell'ambito di questo filone di indagine, la guardia di finanza di Busto Arsizio ha effettuato una serie di acquisizioni di documenti negli uffici del Comune di Gallarate. Si tratta di una delle tante tranche dell'inchiesta, coordinata dall'aggiunto Alessandra Dolci e dai pubblici ministeri Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri, che lo scorso 7 maggio ha portato a 43 misure cautelari, tra cui quelle a carico di Caianiello, dell'ex sottosegretario regionale Fabio Altitonante e dell'ex consigliere comunale milanese Pietro Tatarella. Lo scorso 10 maggio Cassani era stato sentito in Procura a Milano soltanto come testimone. Dagli atti emergeva allora come una figura che si era opposta alle manovre illecite.

Matteo Salvini: Tutto il mio appoggio al bravo sindaco Cassani

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha espresso la sua vicinanza al primo cittadino indagato. "Tutto il mio appoggio al bravo sindaco Cassani, alla sua giunta e a tutta la comunità di Gallarate, esempio di buona e corretta amministrazione, di partecipazione cittadina democratica e trasparente", ha detto commentando l'iscrizione nel registro degli indagati.