La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni
in foto: La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni

Anche Fratelli d'Italia avrebbe beneficiato dei finanziamenti illeciti alla politica da parte dell"imprenditore Daniele D'Alfonso, uno dei 43 arrestati nell'inchiesta della della Dda milanese che ha coinvolto politici, imprenditori e amministrazioni lombardi. "In occasione della campagna 2018 per le consultazioni politiche e regionali" D'Alfonso avrebbe corrisposto "sistematici finanziamenti illeciti a soggetti politici", si legge nell'ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Raffaella Mascarino. Tra i destinatari dei fondi ci sarebbero Fabio Altitonante, sottosegretario lombardo di Forza Italia ora agli arresti domiciliari e sospeso dall'incarico, gli esponenti azzurri Diego Sozzani e Angelo Palumbo "nonché il partito Fratelli d'Italia", partiti "tutti riconducibili alla coalizione di centro destra che risulterà vincente nelle elezioni regionali e politiche". Secondo i magistrati il 5 marzo 2018 Damiano Belli, legale rappresentante della Ambienthesis spa, e Andrea Grossi, amministratore di fatto della stessa società, avrebbero elargito "al partito Fratelli d'Italia Alleanza nazionale un contributo economico di complessivi euro 10.000, in assenza della prescritta delibera da parte dell'organo sociale competente e senza annotare l'elargizione nel bilancio d'esercizio" su richiesta di D'Alfonso "a sua volta azionato dal Grossi" e con un bonifico sul conto corrente "intestato a Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale, BPM filiale di Roma Montecitorio".

La difesa di Fratelli d'Italia: Mai ricevuto alcun finanziamento illecito

Il partito di Giorgia Meloni nega qualsiasi coinvolgimento e, in una nota, spiega: "Fratelli d'Italia non ha mai ricevuto illecitamente alcun finanziamento. Lo dimostra la stessa indagine della magistratura che ha portato all'arresto di oltre 40 persone tra imprenditori e politici, senza coinvolgere in alcun modo esponenti di FdI. Nessun nostro iscritto o dirigente, infatti, è stato raggiunto neppure da un avviso di garanzia". "I contributi pubblici che arrivano a Fratelli d'Italia – prosegue il comunicato – sono tutti registrati a norma di legge e i nostri bilanci sono da sempre trasparenti e a disposizione di chiunque voglia verificarli". "Nel sottolineare come le parole espresse oggi in conferenza stampa dal procuratore – che ben conosce tutti i fatti relativi alla vicenda giudiziaria – possano aver involontariamente tratto in inganno la stampa, invitiamo i media a riportare con la massima attenzione l'esatta dinamica dei fatti", prosegue la nota di Fratelli d'Italia, che in questa vicenda "si considera parte lesa, diffida chiunque volesse accostarla indebitamente a fatti e persone oggetto dell'indagine e dà, sin d'ora, mandato ai propri legali per tutelare il buon nome del movimento che, da sempre, è in prima linea nel rispetto della legge".