Il sindaco di Milano, Beppe Sala, si è detto "totalmente favorevole" all'assegnazione dell'Ambrogino d'oro alla memoria a Filippo Penati, l'ex presidente della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni scomparso tre giorni fa all'età di 66 anni a causa di un tumore. "Sono molto di parte – ha detto il sindaco a margine di una colazione con i cittadini del quartiere Lambrate – Filippo Penati era un amico soprattutto nell'ultima fase, anche di fronte al fatto che tanti lo hanno abbandonato, l'ho visto quindici giorni prima che se ne andasse, l'ho sentito quattro giorni prima. Ho cercato di aiutarlo indirizzandolo anche una struttura ospedaliera. Pochi giorni prima che lui morisse – ha aggiunto il primo cittadino – quando la situazione era del tutto deteriorata, abbiamo cercato qualunque formula. Per me era un amico e ho un grande ricordo, sono troppo di parte però lo vedrei bene, se non altro come risarcimento".

La proposta dell'Ambrogino d'oro alla memoria partita dal consigliere De Chirico

La proposta di assegnare il massimo riconoscimento civico milanese alla memoria di Filippo Penati è stata avanzata dal consigliere comunale di Forza Italia Alessandro De Chirico, ma ha trovato un'accoglienza bipartisan: tra i primi firmatari c'è anche il capogruppo del Pd in Comune, Filippo Barberis. Si sono invece sfilati Lega, Movimento 5 stelle, Basilio Rizzo di Milano in Comune e Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia. Filippo Penati, politico di lungo corso prima nel Pci e poi nelle varie formazioni che hanno poi dato vita al Pd, era al centro di una lunga vicenda giudiziaria: era stato assolto nell'inchiesta sul cosiddetto "Sistema Sesto", presunto intreccio tra politica e imprenditori intorno alle aree ex Falck e Marelli, mentre aveva ancora in corso un contenzioso con la Corte dei conti per la vicenda della cessione delle azioni della Milano-Serravalle al gruppo Gavio, vicenda risalente al 2005. Mentre sul lato penale Penati era stato archiviato, la magistratura contabile lo aveva condannato a pagare un risarcimento di circa 20 milioni di euro. Sulla vicenda Sala ha detto: "È chiaro che fare politica ancora una volta si conferma molto complesso. Andare a vedere quanto la Corte dei Conti ha ragione nel caso di Penati che a una certa età, dopo che hai lavorato una vita, ti dice che devi restituire venti milioni diventa molto difficile per noi politici". Sala – che ha sulle spalle una condanna in primo grado per la vicenda della Piastra Expo – ha poi raccontato di aver ricevuto questa mattina una lettera della Corte dei Conti e di averla aperta preoccupato: "È una citazione come persona informata dei fatti su un appalto di Atm del 2009 quando ero direttore generale del Comune. Stiamo parlando di un fatto del 2009 sul quale la Corte dei Conti sta indagando… Va benissimo, ognuno fa il suo mestiere, però se andiamo avanti a fare così la voglia di fare politica passerà a tanti".