Un bus di Asf autolinee
in foto: Un bus di Asf autolinee

Tutti gli autobus dell'azienda Asf autolinee, che fornisce il servizio di trasporto pubblico a Como e nel Lecchese, saranno dotati di telecamere. Lo preannuncia l'azienda in una nota, spiegando di non voler "abbandonare al proprio destino i suoi dipendenti". Nell'ultimo periodo i conducenti dei mezzi dell'Asf avevano denunciato numerose aggressioni, sia verbali, sia fisiche. Ma paradossalmente proprio una lite verbale tra un autista e il papà di un passeggero, un ragazzino marocchino di 17 anni, era costata il posto di lavoro a un dipendente di Asf. La vicenda è finita negli scorsi giorni al centro delle cronache per le parole usate dal conducente nei confronti dell'uomo: "Vai via pezzente, barbone, paga il biglietto come lo pagano tutti". Parole che, assieme ad altre pronunciate dal conducente, avevano portato al suo licenziamento da parte dell'azienda, poi impugnato dall'ex dipendente.

Anche questo episodio avrebbe comunque contribuito alla decisione dell'azienda, che ha rivendicato di aver già lavorato sul fronte della sicurezza dei propri dipendenti: "Asf in questi anni in accordo con i responsabili sicurezza delle rappresentanze sindacali ha lavorato per garantire la sicurezza dei propri dipendenti e clienti. A dicembre 2017 è stato installato a bordo degli autobus un sistema che se attivato mette direttamente in collegamento con le forze dell’ordine. Sui nuovi autobus, inoltre, il sistema di protezione della zona guida è più sicuro in quanto il vetro divisorio è più alto, a maggiore tutela dei conducenti. Tutti gli autisti e i controllori (400 persone) hanno avuto l’opportunità di seguire corsi di formazione per la gestione delle situazioni di emergenza e di pericolo. Infine è stata appena aggiudicata la gara per l’installazione di telecamere a bordo bus". Dai sindacati è arrivata però la richiesta di un passo ulteriore da parte dell'azienda: "È necessario che Asf assuma azioni forti a tutela dei propri lavoratori fatti oggetto di continui attacchi verbali quando non anche fisici, costituendosi parte civile nei processi contro questi violenti", ha detto il segretario Uil Salvatore Monteduro.