La tragedia accaduta martedì sera, 19 maggio, a Boltiere, paese in provincia di Bergamo, quando un bambino di 10 anni è rimasto incastrato in un cassonetto della raccolta di vestiti della Caritas e ha successivamente perso la vita in ospedale per le gravi ferite riportate, ha nuovi sviluppi. Come appreso, infatti, i quattro fratellini del piccolo scomparso sono stati affidati momentaneamente a una struttura per minori su disposizione dei servizi sociali del paese della Bergamasca. Il bimbo di 10 anni che ha perso la vita, K.B., viveva insieme alla madre, una donna di origini palermitane, e il padre, un uomo di origini ivoriane, oltre ai fratelli di 11, 7 4 e 2 anni, ora affidati alla comunità.

Non ancora rintracciato il padre

Intanto la procura di Bergamo ha disposto l'autopsia sul corpo del bimbo che si terrà nella mattinata di lunedì 25 maggio. Le forze dell'ordine non sono ancora riuscite a rintracciare il padre dei bambini, attualmente in Costa d'Avorio. Diversi cittadini di Boltiere hanno rivelato a Fanpage.it che il piccolo che è morto al Papa Giovanni di Bergamo era visto spesso in giro per il paese senza la sorveglianza dei genitori. A volte, addirittura, a piedi scalzi. Forse, anche per questo motivo, i servizi sociali hanno deciso di allontanare temporaneamente gli altri fratellini dalla madre.

La ricostruzione dell'accaduto

L'allarme per il decenne era scattato nella serata di martedì 19 maggio quando un passante ha notato sporgere dal cassonetto i suoi piedini. Presumibilmente, il piccolo si era arrampicato sulla struttura per entrarvici ma è rimasto incastrato nel meccanismo di apertura del cassonetto stesso. Per liberarlo era servito l'intervento dei vigili del fuoco. Poi, la corsa in ospedale dove purtroppo K.B. ha perso la vita qualche ora più tardi. Ora il cassonetto è stato posto sotto sequestro.