È stata disposta l'autopsia sul corpo del piccolo Karim, il bambino di 10 anni morto dopo essere rimasto incastrato in un cassonetto per la raccolta degli indumenti usati a Boltiere, in provincia di Bergamo. Il pubblico ministero Emanuele Marchisio vuole fare chiarezza sulla vicenda e soprattutto sui contorni della morte del bambino avvenuta in un quello che sembra essere un tragico incidente. È questa l'unica certezza degli inquirenti al momento che escludono anche che con Karim potesse esserci qualcun altro. Intanto il cassonetto è stato portato via e posto sotto sequestro, sarà effettuata una perizia per verificare il coretto meccanismo che regola l'apertura.

Il paese sconvolto: Lo vedevamo spesso camminare scalzo e da solo

Il piccolo paesino di Boltiere si è svegliato sotto choc. Nessuno sa spiegarsi l'accaduto e incredule sono tante le persone che da questa mattina in una sorta di triste pellegrinaggio hanno raggiunto il civico 19 di via Monte Grappa per porgere un fiore e rendere omaggio a Karim. Tanti anche i ragazzini che hanno salutato quel bambino che un po' tutti conoscevano a Boltiere: "Lo vedevo sempre in giro a piedi scalzi – racconta un ragazzo a Fanpage.it – una volta l'ho visto camminare addirittura sulla ghiaia, lui lo vedevo in giro da solo, anche la notte tardi". "Si vedeva che era una famiglia in difficoltà – aggiunge un'altra ragazzina – ma mai avremmo immaginato una tragedia del genere".

La famiglia vive in un appartamento di proprietà del comune

La madre di Karim, Anna Maria Gambino, 37enne di origine palermitana, si trova ora in una struttura protetta mentre, stando a quanto si apprende il padre Valancine, originario della Costa d'Avorio, è all’estero e non è stato ancora rintracciato. Cinque i figli della coppia: dopo il primo ha 11 anni c'era Karim, e poi altri tre bambini di 7, 4 e 2 anni. È una famiglia che conoscono in molti e che vive a pochi passi dal municipio in un appartamento di proprietà del comune. Stando a quanto ricostruito finora dalle forze dell'ordine il piccolo avrebbe lasciato la casa nel pomeriggio di martedì 19 maggio per incamminarsi, ciabatte ai piedi, in paese, poi avrebbe raggiunto il cassonetto di via Monte Grappa dove si è consumata la tragedia. A trovare il corpo di Karim è stata stata una donna che passava di lì e ha visto il corpo del piccolo. "Ho notato qualcosa di strano in quel cassonetto e poi ho visto le gambe di un ragazzino, a piedi scalzi, che non si muovevano", ha raccontato. Inutile l'intervento del personale medico del 118: per Karim non c'era ormai più nulla da fare, quando i vigili del fuoco hanno estratto il corpicino dal cassonetto e l'ambulanza lo ha trasportato in ospedale non è stato possibile fare altro che constatarne il decesso.