Claudio Giardiello, autore della strage al tribunale di Milano dell'aprile del 2015, è perfettamente capace di intendere e di volere. Lo hanno stabilito i consulenti del giudice di Brescia Paolo Mainardi, titolare del processo sul triplice omicidio commesso dall'imprenditore. I medici Sergio Monchieri e Vittorio Filippini hanno presentato oggi la loro relazione durante un'udienza del processo, la cui sentenza è attesa per il prossimo 14 luglio: "Non si rilevano, ad oggi, né tantomeno in riferimento al passato patologie di rilievo psichiatrico-forense che rilevino in merito ad una compromissione, neppure parziale, della capacità di intendere e di volere".

Quando Giardiello si introdusse nel tribunale portando con sé una pistola era dunque perfettamente consapevole di quanto stava facendo. L'imprenditore aprì il fuoco durante un'udienza di un processo nel quale era imputato uccidendo l‘avvocato Lorenzo Appiani e Giorgio Erba, coimputato nel procedimento. Poi si recò nella stanza del giudice fallimentare Fernando Ciampi a cui sparò, uccidendolo. Dopo essere incredibilmente riuscito a uscire dai corridoi del tribunale, Giardiello venne catturato a Vimercate, in provincia di Monza e Brianza.