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Violentò una tredicenne a Milano, condannato a 10 anni il maniaco dell’ascensore: “Curatemi”

Edgar Bianchi, 40enne noto come il “maniaco dell’ascensore”, è stato condannato a 10 anni per aver violentato una ragazzina di 13 anni sul pianerottolo di un palazzo, a Milano. L’episodio lo scorso 27 settembre in via Rubens, zona Gambara. Bianchi era stato già condannato a 12 anni di carcere per altre 20 violenze sessuali, avvenute a Genova. Al giudice ha detto: “Curatemi, da solo non ce la faccio”.
A cura di Francesco Loiacono
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Edgar Bianchi, 40enne noto come il "maniaco dell'ascensore", è stato condannato a 10 anni per aver violentato una ragazzina di 13 anni sul pianerottolo di un palazzo, a Milano. La violenza sessuale avvenne lo scorso 27 settembre in pieno giorno nell'androne di un palazzo in via Rubens, in zona Gambara. Il 40enne aveva seguito l'adolescente, una ragazzina che stava tornando a casa da scuola, all'interno del palazzo. Poi le aveva impedito di urlare e l'aveva costretta a seguirlo in una zona più appartata, dove era avvenuta la violenza. Già poche ore dopo l'episodio il 40enne era stato fermato dagli uomini della squadra mobile di Milano. Messo alle strette dalla polizia, l'uomo aveva confessato: "Pensavo di esserne uscito, di essere guarito, avevo una vita normale e una fidanzata, volevo sposarmi, ma ci sono ricaduto e voglio essere curato", aveva detto agli inquirenti.

Il maniaco dell'ascensore aveva già violentato 20 minorenni a Genova

Parole che Bianchi, difeso dall'avvocato Paolo Tosoni, ha ripetuto anche davanti al giudice per l'udienza preliminare Laura Marchiondelli poco prima del verdetto, arrivato al termine del processo con rito abbreviato: "Curatemi, da solo non ce la faccio". Bianchi era uscito dal carcere nel 2014 dopo aver scontato otto anni per una ventina di violenze sessuali sempre ai danni di ragazzine minorenni, compiute a Genova. Era stato per quegli episodi che l'uomo si era "guadagnato" il suo soprannome. Poi il trasferimento a Milano, dove il 40enne, che aveva seguito un percorso di riabilitazione in carcere, conduceva una vita normale: lavorava come barman per una società di catering e si era trovato una nuova fidanzata. Poi però la nuova violenza, per cui oggi è arrivata la condanna.

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