Angela Crippa
in foto: Angela Crippa

"Non è possibile morire così". C'è molta amarezza, più che rabbia, nelle parole di Marco Tremolada, uno dei due figli di Angela Crippa, 84enne morta venerdì notte all'ospedale di Vimercate, in provincia di Monza e Brianza, a causa di una trasfusione di sangue sbagliata. Intervistato da Fanpage.it Marco ha raccontato cosa è accaduto nella struttura sanitaria alla madre, entrata in ospedale mercoledì per un intervento al femore eseguito nella mattinata: "Nel controllo pomeridiano il medico ha ritenuto necessario dare una sacca di sangue per correggere la mancanza di emoglobina. Da questa sua decisione è poi seguito questo evento tragico perché la sacca somministrata non apparteneva al gruppo sanguigno di mia madre".

Sul caso aperto un fascicolo per omicidio colposo

L'incredibile episodio, secondo quanto reso noto dall'ospedale, sarebbe stato causato da un banale errore: un'omonimia. Sulla vicenda sono aperte diverse indagini: la procura di Monza ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, mentre il Ministero della Salute e la Regione Lombardia hanno inviato degli ispettori per capire cosa sia successo. La trasfusione dalla sacca ematica sbagliata è avvenuta davanti agli occhi del figlio: "Io ero lì che assistevo mia madre ma non ero consapevole di quale fosse il problema. Abbiamo visto subito che la paziente stava male, sono stati avvisati gli infermieri e c'è stata tutta una serie di azioni a livello di flebo e punture – racconta Marco -. La situazione man mano si è aggravata fino all'attivazione di procedure di emergenza a cui non ho partecipato attivamente".

Angela Crippa ha subito un primo arresto cardiaco che è riuscita a superare. Poi è stata portata in Rianimazione, "messa sotto un sistema di macchine e sottoposta a un ciclo di dialisi per ripulire il sangue. Questo iter si è concluso venerdì notte dove si è conclusa definitivamente la vita di mia madre". La notizia del tragico errore è stato comunicata ufficialmente ai figli della donna (oltre a Marco c'era anche il fratello Franco) giovedì: "Io avevo la speranza che si potesse superare, che non fosse irreversibile. (Il primario, ndr) ci ha comunicato quello che era successo: noi siamo stati increduli, allibiti, non siamo stati capaci di avere reazioni di rabbia o aggressive. Per la mia moralità è giusto perché ho visto l'impegno degli infermieri: io non ero e non sono capace di giudicare se è stato fatto il dovuto o se ci sono state delle carenze, però dal punto di vista umano ho deciso di non infierire sulla situazione e di viverla come tragica fatalità".

Al di là della reazione molto civile e composta di Marco, c'è però adesso la determinazione nel voler capire come sia stato possibile un errore così tragico: "Cercheremo di capire se questo percorso sia stato giusto, perché oltre al dolore nostro privato è coinvolta tutta una struttura di sanità pubblica che deve darci qualche garanzia quando un cittadino che ha diritto alla salute va a farsi operare. Non è possibile morire così – afferma Marco – gli umani sbagliano e nella sanità ci sono le persone, però diciamo che le attenzioni dovrebbero essere al di sopra del limite normale".

Marco ha assistito alla trasfusione: Spero che mia madre non abbia sofferto

Quando il sangue di un gruppo sanguigno diverso da quello della madre ha iniziato a entrare in circolo, il figlio Marco era accanto all'anziana: "Dal momento che ha subito la trasfusione sbagliata la reazione non è stata bella da vedere", racconta Marco, che poi però trova anche in quel dramma uno spiraglio di consolazione: "Ho saputo che questo choc che ha subito porta la persona, pur delirando e agitandosi, a non soffrire. Mi auguro che mia madre non abbia sofferto, anche se l'ho vista insofferente nella posizione, si agitava un po'". La flebo sbagliata è stata sostituita dopo circa 20 minuti, ma ormai per Angela Crippa era iniziato un calvario che si è concluso dopo circa 36 ore. Nel momento in cui un medico ha comunicato la notizia della morte della donna era presente anche uno dei due nipoti di Angela, entrambi maggiorenni: anche loro ora vogliono capire perché la loro nonna sia morta in circostanze così assurde.

(Ha collaborato Simone Giancristofaro)